19 novembre 2021

La sindrome dello scoiattolo

 Ho sempre affermato che la mia passione per le piante ha origine, o ne è derivata, dai fallimenti avuti creando bonsai per hobby.
Ero pressappoco dodicenne, e a ripensarci oggi forse, le piante  mi abbandonavano non  per mia  inesperienza, ma per lo stress che procuravo loro poichè condensavo le tecniche e le cure che si sarebbero dovute evolvere nei decenni, nell'arco di pochi mesi, su talee e giovani piantine nate dai semi che interravo.
In realtà la genesi di tale passione devo ricercarla ancora prima, o per meglio dire più a fondo, dentro me, sono quasi certo si tratti di genetica. Il "seme" di cui sono erede, discende da mia nonna paterna e considerato il suo nome, potrebbe essere ulteriormente congenito e risalire ai suoi genitori, i miei bisnonni,  che probabilmente anche loro influenzati da passione botanica le hanno dato il nome.

Per capire la potenza del gene ereditato, basti sapere che nonna Rosa, era la nonna che purtroppo si andava a trovare solo la domenica, dunque non ho mai avuto una frequentazione o convivenza assidua da assimilarne gesti e passioni, che io mi ricordi non abbiamo mai parlato di piante o fiori, quando si andava alla casa in campagna, lei spariva tra le fasce e le aiuole del giardino con le cesoie in mano, mentre io stavo in garage a giocare con sgorbie e ciocchi di legno, dunque non si può nemmeno parlare di una assimilazione per imprinting, no, è sicuramente una questione di geni e a confermarlo è mio zio, suo figlio, anche lui porta dentro se questa sfrenata passione per le piante,  e riferita a mia nonna Rosa è sua l'affermazione che mi ha sempre divertito e trovato concorde, "se lei avesse piantato la gamba di un tavolo avrebbe attecchito e germogliato entro breve".

Questa premessa mi occorre per giustificare la mia mania nella continua ricerca e nell'osservare piante in generale, l'intenzione principale è quasi sempre di propagarle tutte e conseguentemente la sfida nel riuscire ad "ammaestrarle" facendole crescere in vaso nell'appartamento,  o da quando ho il giardino ambientarle e trovare loro la giusta collocazione con il microclima più adatto.
Questo fa si che io giri ovunque, in macchina o a piedi, guardandomi intorno alla ricerca di piante che attirino maggiormente la mia attenzione per  prelevare talee o  semi da avere, quando succede in macchina e sono con la mia fidanzata,  pensa che io mi giri a guardare il bel culo di qualche ragazza che transita sul marciapiede, ma purtroppo non è così, magari sono semplicemente attirato dalla bionda chioma autunnale di un Liquidambar orientalis. Ciò nonostante, non sono interessato alla scienza botanica della pianta, non sono fissato con la nomenclatura, la classificazione e la parte scientifica, anzi forse è la parte che più mi annoia, ovvio mi farebbe piacere poter riconoscere una pianta e darle il nome corretto, solitamente i nomi latini per me sono difficilissimi da ricordare, dunque mi accontento del nome popolare, anche se non è così facile venirne a conoscenza, soprattutto con l'aiuto di internet, poichè ci sono troppe informazioni errate e nomi non corrispondenti alle foto.

Mi rendo conto che questa passione/fissazione mi porta ad essere un accumulatore compulsivo di semi, mi definisco affetto da sindrome da scoiattolo, archivio semi in continuazione e in tutte le stagioni, spesso non ho nemmeno più voglia di seminarli, poichè non ricordo a quale pianta appartengano o non è la stagione giusta o semplicemente non sono nel mood giusto per farlo, ma ciò nonostante se trovo semi li raccolgo e li porto a casa! (anche in questo momento che sto scrivendo, in tasca ho 4 semi di Gingko biloba!), continuo a tenere piccole scatolette o contenitori tascabili da portarmi in giro per racchiudere i semi che trovo in giro, ma immancabilmente nel momento che occorrerebbero ne sono sprovvisto e devo sempre arrangiarmi con qualche incartamento di fortuna, (i suddetti semi di Gingko biloba infatti li ho in tasca avvolti in un fazzoletto di carta!).


08 novembre 2021

Busillis: le semine!

 Cocciuto come sempre, ieri mi sono dedicato alle semine, ovviamente andando contro ogni testo botanico o usanza contadina, perchè credo più alla natura con il suo decorso, appunto ......naturale.
La mia teoria è piuttosto semplice: molte piante rilasciano i propri semi ciclicamente, ovviamente per riprodursi, in mesi non tipicamente prossimi alla ripresa vegetativa, perchè allora io dovrei attendere la primavera per farlo?

A portare a galla la mia ribellione eversiva nel seguire un calendario per le semine, sono stati i semi che vengono rilasciati in questi ultimi due mesi dalle piante stesse, come esempio mi riferisco all'Acanto, al Ricino, alle Rose, al Ginkgo biloba, e all'Iris che sono piante a me di facile reperibilità e che nel periodo tra Settembre e queste settimane, rilasciano le proprie semenze ognuna a proprio modo.
Se i semi di Ricino e dell'Acanto in natura vengono rilasciati tra Agosto e Settembre, perchè devo attendere Marzo per seminarli, se i cinorridi delle Rose si stanno aprendo adesso perchè dovrei stratificarli per vernizzarli e attendere Febbraio per interrarli, se devo aspettare fino ad all'ora e il seme deve percepire l'inverno per iniziare lo sviluppo, tanto vale seminarlo adesso e fargli passare realmente l'inverno all'esterno.

Giusto per togliermi il piacere di fare questi lavoretti rilassanti domenicali, sotto una leggera pioggerellina sferzata da un forte vento rafficato che ovviamente mi ha fatto volare il terriccio ovunque e cadere i semi dal piano di lavoro preventivamente posti con cura,  ho accelerato le operazioni di semina mettendo a caso i semi nelle cellette della seminiera, così ad oggi sono già consapevole che non avrò idea  quali saranno quelli che germineranno e quali no.

28 ottobre 2021

Ruscus aculeatus

L'angolo formato dall'aiuola perimetrale a Sud con quella posta ad Est, è uno dei punti più bui del giardino  sia per quanto riguarda la vicinanza dei palazzi attorno, sia per la vegetazione presente composta da un grosso ombrello di Pittosforo, due Aranci amari e un Alloro e propio sotto quest'ultimo, ancora più al buio, vivacchiava uno striminzito e moribondo Pungitopo che in questi due anni  non ho mai capito fosse vivo o morto.
Settembre scorso senza troppi scrupoli lo ho sradicato ed interrato esattamente nella parte opposta, sempre nella aiuola perimetrale a Sud, ma questa volta nell'angolo ad Ovest, proprio sotto la grande Palma che alta com'è non da sicuramente problemi di luce.
Potata ed interrata la pianta ho lasciato solo l'esile ramo principale, glabro e all'apparenza secco, ebbene a distanza di poco più di un mese, finalmente la pianta ha dato cenno di vita dando alla luce un decina di piccole e verdissime foglioline.

Prima di cantare vittoria non voglio dare nulla per scontato perchè l'esperienza mi ha insegnato che occorre un pò di tempo prima che una pianta si stabilizzi del tutto e non dia brutte sorprese, ma inutile nascondere che sono molto felice della mia intuizione nel trovare la posizione giusta  per la pianta e conseguentemente del risultato ottenuto.

25 ottobre 2021

Dopo il Limone la Lantana

 Proprio così, ho spostato anche la Lantana, che di fatto era vicina vicina al Limone che ho trasferito il Febbraio scorso (n.d.r.: nel frattempo non ha dato ancora segni di vita, tantomeno di morte. è statico con tre foglie).

Tornando alla Lantana, a farmi decidere che era il momento giusto per spostarla è stato che in questi due anni non la avevo mai vista così viva, non posso dire vigorosa perchè  appunto era insieme al Limone in uno dei punti meno soleggiati del giardino, ma vederla con diverse foglie e rami nuovi mi ha ispirato lo spostamento, così ho saggiato quanto fosse radicata nel terreno e con mio stupore non lo era profondamente tanto che è venuta via quasi del tutto a mani nude, solo con l'ultima radice ho dovuto leggermente scavare.
Trasferita nella aiuola perimetrale a Sud, proprio vicino a dove ho messo il Limone, lo ho potato per accorciare i lunghi rami glabri ed eliminare i rami nuovi verdi che non avrebbero retto il trauma.

Aggiornamento (due giorni dopo): in questi ultimi due giorni le temperature si sono abbassate drasticamente con l'aiuto di un forte vento che tende a non cessare, l'aspetto della pianta non è dei migliori, tutte le foglie sono flosce.

Da oggi più che mai Aspettare&Sperare!

Aggiornamento (Gennaio 2022):  è ancora totalmente glabra, ma ci sono un sacco di gemme verde brillante sulla maggior parte dei rami. Non canto ancora vittoria, ma faccio i preparativi!




23 settembre 2021

Figlia di una Dieffenbachia!

La Dieffenbachia amoena che ho in casa è sempre più bella e rigogliosa, ma nonostante stia attaccata allo stipite della finestra posta a Sud, dunque la più luminosa, non si accontenta e si contorce vistosamente pur di stare in fronte al sole, a discapito di una piccola branca, della pianta stessa, che lasciata in ombra è rimasta molto bassa, esile e gracile. 
Ho intuito  che la pianta madre avesse deciso di poter fare a meno della piccola, colpevole di portarle via sostanza che le sarebbe servita per proseguire la sua crescita verso l'alto con nuove foglie già esposte al pieno sole, così questa primavera ho preso coraggio e ho dato un taglio netto alla quasi  moribonda branca e diventata talea l'ho inserita in una bottiglia con poco più di due dita d'acqua. 

Il risultato è stato grandioso fin da subito, la talea si è rinvigorita nell'arco di pochissimi giorni e altrettanto velocemente ha emesso radici, poi per una serie di vicissitudini solo Lunedì scorso sono riuscito ad interrarla in un vaso adeguatamente proporzionato. 
Dopo averla interrata, come per tutte le talee radicate in acqua, sono in apprensione, poichè il passaggio da acqua a terra non sempre è scontato che riesca, ma è anche vero che la pianta è decisamente vigorosa, così come al solito non mi resta che "aspettare & sperare".

Per il momento è nella semiombra in giardino, ma durante la  notte le temperature si stanno abbassando, la porterò in casa e dovrò trovarle una collocazione altrettanto luminosa come quella in cui si è sistemata autonomamente la madre.


16 settembre 2021

Vegetiamo.it

Finalmente da ieri sono riuscito a ri-accapparrarmi il dominio www.vegetiamo.it!

Inizialmente realizzato su piattaforme di spazio web gratuito, in versione animata  con Macromedia Flash4, il sito nasce a fine anni '90 con l'intenzione di diventare un portale e un punto di riferimento enciclopedico del mondo vegetale, raccogliendo schede botaniche e  tecniche, con consigli di coltivazione, in appartamento e giardino, per il maggior numero di piante possibile. 
Invece gli unici contenuti consultabili e realizzati sono stati i lavori generici da fare mensilmente, e un'altra pagina su  come combattere i parassiti con rimedi naturali, inoltre la possibilità di un sottofondo musicale grazie al link per aprire Windows mediaplayer sintonizzato sulla radio in cui lavoravo all'epoca.
Pensando che la versione animata del sito fosse più complicata da aggiornare di volta in volta, nel 2000 decido di trasformarlo in versione .html  e nel 2002 acquisto il dominio con il suo hosting, iniziando ufficialmente la vita di Vegetiamo.it. Mantenendo la grafica originale di ogni elemento della versione animata, con le solite uniche pagine funzionanti descritte sopra e aggiungendo le novità di una pagina con la mappa climatica,  i banner dei siti e portali più importanti che recensivano Vegetiamo,  l'aggiunta di un Guestbook molto carino per chi avesse voluto lasciare traccia della propria visita,  e per concludere la "temporanea" dicitura in homepage:


Benvenuto/a il sito e' in costruzione.

Link attivi: Melamese, Lombrico, Melamail, Margherita.

Ci scusiamo per il disagio.

Torna a trovarci. 


E così è rimasto per diciannove anni!



Così nel 2019 ho deciso di abbandonare il possesso del dominio e dello spazio di archiviazione illimitato, che per diciassette anni ho pagato inutilmente. 
Finalmente ero riuscito a chiudere definitivamente un progetto mai decollato, anche se ne ero affezionato e compiaciuto sia dal nome, sia dal logo, che dalla grafica pensata e realizzata interamente da me, però nel frattempo mi sarei accontentato e consolato con il blog che usava buona parte della grafica del sito originale, che avevo aperto in parallelo nel 2015 nello spazio gratuito di Blogger,  con lo scopo di usarlo come blocknotes per annotarmi date e lavori eseguiti sulle mie piante in casa.

A tutti gli effetti è stato un distacco quasi del tutto senza pentimenti e soprattutto senza troppo rammarico, fino a quando però nel 2020, qualcuno ha acquisito Vegetiamo.it per vendere scarpe online!!!
Questa cosa l'ho patita come uno sfregio, era un contenuto senza alcuna attinenza, non fregava a nessuno realmente del nome del dominio e  del suo ipotetico potenziale non solo nel mondo vegetale come  auspicavo, mi sarei anche accontentato fosse stato preso da quella azienda di surgelati che sono certo abbia dato il nome alla loro linea vegetariana, in quanto ispirata nell'aver visitato Vegetiamo.it, invece nulla di tutto questo, penso che il sito di vendita di scarpe fosse solo un redirect giusto per non tenere il sito vuoto e avere una possibilità in più di vendita, e che l'intento principale fosse di lucrare sul dominio acquisito a prezzo base e la possibilità di rivenderlo qualora qualcuno ne avesse chiesto il riscatto.
Così è nata in me questa voglia di rivalsa nei confronti della mia creatura e ovviamente  la volontà di tornare in possesso di Vegetiamo.it e ridargli la sua identità, ho dovuto attendere pazientemente molto tempo anche dopo che il dominio non è stato rinnovato dai lucratori, ma alla  fine eccoci qui, ci sono riuscito e non solo a riacquisire il dominio, ma anche a dargli finalmente un senso, facendo anch'io un redirect,  però al mio blog che è stato l'unico "ramo" di Vegetiamo ad essere aggiornato periodicamente, cosí finalmente dopo tanti anni su Vegetiamo.it  si possono trovare nuovi contenuti, che per quanto poco possano interessare a qualcuno, sono testimoniate le mie esperienze, la mia vita in prima linea nel mondo vegetale. 
Sono decisamente contento per questa piccola avventura che riprende a vivere con un futuro più..."roseo"!




04 agosto 2021

Veloce e piccolo aggiornamento

 Dopo tanto lamentarmi sul fatto che non nasce nulla di ciò che semino, dimentico di annotare le nascite importanti riuscite in questo anno dal clima un po' particolare che ha ritardato un po' tutto, fino a tarda primavera 2021, stravolgendo i tempi di crescita e anticipando le fioriture:

Le castagne che avevo accuratamente seminato in vaso, quando le ho viste quasi marcite le ho buttate nell'aiuola della Rosa a Nord, una delle quali è rimbalzata in un vasetto vicino. 
Il risultato è che sono nate tre piante di castagno, una  casualmente in vasetto e due nell'aiuola di cui una sono riuscito a sradicarla e, per via delle lunghe radici, la ho rinvasata in una bottiglia di plastica da un litro e mezzo ed interrata nello stesso punto dove è nata.

Un po' allo stesso modo anche le Roverelle (Quercus pubescens) seminate, non ricordo quando,  mi hanno fatto credere al peggio vedendo le ghiande quasi da buttare, ma un po' per esperienza e un po' per scaramanzia,  ho lasciato tutto li facendo finta di dimenticarmene, l'attesa mi ha premiato.

Come per le semine sopra elencate a distanza di quasi un anno, sono arrivati anche tre o quattro Gingko biloba, bellissimi così piccoli, già con le loro inconfondibili  foglie, stesso dicasi per alcune Magnolia sempreverde (Magnolia grandiflora), finalmente qualcosa è spuntato. 

Adesso in questi giorni di enorme calura e siccità sono preoccupato per i giorni in cui sarò assente, con le piante così giovani ho dei dubbi che possano resistere due settimane senza acqua, vediamo se il destino vorrà che l'agonia a cui andranno incontro sarà interrotta da una bella ed idratante pioggia.


02 luglio 2021

In vena di paragoni

Ogni volta che passo davanti ad un fioraio o un negozio di piante rimango sempre stupito per la quantità di colori e forme dei fiori, ma non è uno stupore positivo, anzi, spesso rimango basito dall'esagerazione di tinte e sagome che hanno la maggior parte delle cultivar. Colori chiassosi e forme pacchiane, a mio avviso ormai del tutto poco naturale, è come comparare la semplice eleganza nel portamento e nel gusto di  Audrey Hepburn con l'esplosiva voglia di esagerazione di una sofisticata e coloratissima Drag-queen.

Partendo dal fatto che tutte le piante sono belle, dobbiamo essere noi ad educarci e saper cogliere lo splendore di ogni singola pianta, proprio come succede con le donne. Alcune sono belle alla perfezione, una bellezza oggettiva del tutto impeccabile, riconosciuta da chiunque, ma che non a tutti suscita emozioni, invece, quelle affascinanti sono più attraenti che esteticamente perfette, l'imperfezione e a volte addirittura il difetto, accentuano l'estetica, oppure avviene il contrario, il fascino è talmente potente da fagocitare l'inestetismo, fino ad arrivare a quelle con ancora più carattere, che della loro "anomalia" ne fanno un marchio di fabbrica. Lascio a libero intendimento del lettore se io mi stessi riferendo alle piante o alle donne.

Ampliando la mia conoscenza botanica delle piante, quotidianamente in evoluzione, e complice l'avere un giardino inselvatichito dagli anni di abbandono, automaticamente ho esteso il gusto e l'apprezzamento di una enorme quantità di piante reputate, per i  più estranei al mondo vegetale, insignificanti e calpestabili. Così ho incominciato ad ammirare piante per la loro forma, per la loro vigoria, per l'intraprendenza, la morfologia, la velocità di sviluppo, l'immortalità, l'adattamento, il colore, il profumo o l'odore, insomma una tale quantità di piante che non avevo mai preso in considerazione, tutte associate da un unico e magnifico comune denominatore, la esuberante voglia di vita tanto da essere reputate per i più, selvatiche ed invasive. In realtà non avrei mai immaginato quanto è illuminante passare vicino ad una aiuola pubblica e fermarsi ad ammirare una particolare pianta nata spontanea  in mezzo a tante altre, oppure prelevare semi da un ciuffetto vegetale che ha sfondato l'asfalto lungo la strada, nell'indifferenza dei passanti che piuttosto guardano con sospetto me chino sulla pianta, anzichè fermarsi e cercare di capire la bellezza del soggetto che ha attratto la mia attenzione. [-quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito-]


30 maggio 2021

Un sacco di lavoretti soddisfacenti

 Contrariamente alle mie domeniche di totale rilassamento e poltrona, complice una temperatura gradevole  in giardino fin dal mattino, sono riuscito a fare tutti i lavoretti che avevo in mente e di cui alcuni ne procrastinavo l'esecuzione.

Così finalmente ho interrato in vaso i due Avocado, ma soprattutto ho riseminato tutte le bustine acquistate da Orto_strabilia, che come per tutte le altre precedenti semine nel mio giardino non hanno dato risultati, quasi sìcuramente per la mancanza della combinazione temperatura/sole/umidità. Alle semine ho aggiunto i pomodori  cuore di bue di Ruta di Camogli.

Nel frattempo alla velocità della luce, le talee di Coleus messe a radicare in acqua la settimana scorsa hanno radicato quasi tutte, così le ho già invasate in modo da andarle a riposizionare sulla scrivania dove erano le precedenti piante madri.

23 maggio 2021

Coleus

Ho preso la decisione di interrare i Coleus nelle gobbe d'Ercole in giardino, ma per garantirmi la continuità anche nei prossimi anni, oggi ne ho fatto talee da radicare in acqua e subito dopo ho messo le piante a dimora.

02 maggio 2021

Orto 2.0

 Lo ho già detto più volte, fortunatamente non vivo con ciò che coltivo, ad oggi non sono ancora riuscito a mangiare nulla di ciò che ho seminato, eccezion fatta per le varie frittate di ortica che nasce spontanea ovunque (l'ortica non le frittate!).

Presa la decisione di tirare fuori il finocchio più bello dall'orto rotondo, la delusione è stata enorme, attaccato al bellissimo ciuffo una sola unica radice lunga e sottile, praticamente i semi acquistati per uso alimentare non valgono assolutamente a nulla in nessun caso, se mangiati hanno un gusto fortissimo quasi ammoniacale, se seminati ottimo è l'attecchimento,  ma probabilmente sono di una varietà non adatta per ottenere il grumulo del finocchio. 

Il lato positivo di questa esperienza è che mi ha spronato a liberare interamente l'orto, nonostante le semine fatte poco tempo fa e alcuni timidi germoglietti, ho preferito azzerare tutto in modo da poter organizzare semine e trapianti in maniera più ordinata e ragionata che sicuramente mi farà sfruttare meglio il poco spazio disponibile.

Così ho trapiantato quelle poche biete spuntate dalle semine precedenti, ho recuperato pochi germogli di ravanelli, seminato direttamente biete e ravanelli, rucola selvativa e coltivata, insalatina tenera, tre fagioli borlotti e tre semi di zucca.


15 aprile 2021

Grespignolo


Alla fine ho ceduto! 
Erano settimane che vedevo questa pianta spontanea, sparsa negli anfratti dei bordi delle aiuole cittadine o negli interspazi del lastricato stradale, con queste belle foglie e i numerosi fiori gialli simili a tutte quelle specie somiglianti al Tarassaco, ma con i fusti a mio parere più eleganti ed estetici, così ieri ne ho sradicato quattro esemplari, e trapiantati tra il bordo del prato del giardino e l'aiuola del ciliegio.

Pianta spontanea e selvatica Lapsana communis L., comunemente chiamata Grespignolo.

09 aprile 2021

Sfruttare un'estenuante attesa


L'altro giorno ho dovuto aspettare il mio turno avendo  un centinaio di persone in altrettanta attesa prima di me, fortunatamente la coda era all'aperto, e una volta provvisto di numero, ho potuto sentirmi libero di girovagare nei dintorni e tornare a fare capolino ogni tanto per sentire a quale numero fossero arrivati.

La zona era piacevole, vicino al molo con tutti gli yacht attraccati e una magnifica mattinata soleggiata invitava a non stare fermi in coda, così passeggiando senza meta ho aggirato la parte pulita e curata, d'obbligo per l'aristocratico contesto, però come spesso accade il retro lasciava piuttosto a desiderare, ma la minor manutenzione e pulizia sono state proverbiali facendo si che incontrassi diverse piante spontanee scaturite dall'asfalto o alla base degli edifici, tra queste a catturare la mia attenzione è stata una piccola minuta piantina dagli steli talmente abbronzati dal sole da essere rossi, piccole foglie pennatosette la maggior parte arrossate anch'esse, e piccolissimi fiori fucsia. 

Così ho scoperto il 
Geranium purpureum Vill. o più facilmente il Geranio purpureo appunto dal colore dei suoi fusti. Per fortuna aveva già diversi semi da prelevare, anche se non ancora perfettamente maturi, ho preso quelli più promettenti, ma probabilmente, tra qualche giorno tornerò a prendere gli altri maturati.


Ieri ho seminato i suddetti semi in vasetto, adesso vediamo se come al solito, le piante che riescono a spuntare dall'asfalto o nascere senza il minimo di terra in posti del tutto improbabili, quando vengono coccolate e curate abortiscono spontaneamente o se si degnano di affacciarsi al mondo.
Mi piacerebbe poi trasferirle oppure seminare i nuovi semi nelle parti secche e pietrose del giardino e lungo la canalina di scolo delle acque piovane.


29 marzo 2021

Come gocce nel mare.

Oggi ho aggiunto cinque esemplari di Anemone nemorosa o più facilmente Anemone dei boschi e affascinato dalle foglie effetto "fotografia mossa", sei o sette esemplari di Erythronium dens-canis più semplicemente nominato Dente di cane, due generi boschivi talmente piccoli, che nel giardino, per quanto di modeste dimensioni, rischiano di risultare invisibili, così  ho reputato sensato piantarli nella aiuola perimetrale a Ovest sotto l'albero del Pitosforo, sia per habitat che per facilità nell'individuarli poichè c'è ben poca vegetazione sotto l'albero. 

Nell'aiuola perimetrale a Nord, ho piantato quattro Narcisi di cui ho eliminato il fiore per facilitarne l'attecchimento.

Ho ampliato la gamma delle Euphorbia sulla gobba d'Ercole, nell'ignoranza e basandomi attraverso la confusione disinformativa  di internet, penso di aver aggiunto la E. helioscopia e la E. cyparissias, anche se me ne sono già pentito, dal momento che ho interrotto la fitta uniformità delle leggere e vaporose chiome dell'E. peplus che davano un ottimo effetto visivo. 

26 marzo 2021

Christia obcordata II

 Ohhhhh oggi si sono affacciate al mondo, due Christia obcordata delle quattro seminate in vaso, Ohhhhh! 


Aggionamento del 26.03.2021:

E' caduto il vaso, ovviamente atterrando a faccia in giù! E' rimasto un solo germoglio, vediamo se se la cava.


Aggiornamento del. 03.04.2021:

Nulla da fare il germoglietto è trapassato, ho riseminato quattro nuovi semi nello stesso vaso. 

22 marzo 2021

Un semino trallalà, due semini trallalà, tre sem...

Giornata dedicata alle semine, finalmente in stagione, nel periodo giusto, anche se sono convinto che per il mio giardino occorra il sole più alto per garantire più ore soleggiate, ad ogni modo questi semi hanno più possibilità rispetto quelli seminati precedentemente.

Ottima esperienza di acquisto su IG con Orto Strabilia, che propone semi desueti o addirittura antichi, con ottimo packaging sul quale c'è anche un pò di storia del seme acquistato, e nella consegna arrivata alla velocità della luce, un omaggio e una sorpresa! Che volere di più?

In seminiera:

  • Okra perkins
  • Melone mini regina Anna
  • Pomodoro giallo pera
  • Pomodoro rosso ribes
  • Pomodoro ciliegino (miei semi)
  • Cocomero luna e stelle
  • Peperoncino (miei semi)

Mettendo mano alle sementi, ho ritrovato vecchi semi di Cistus ladanifer e Borago officinalis che mi erano stati regalati dal mio amico Armando tornando dal Portogallo, visto il troppo tempo passato, che non ne garantisce la nascita, li ho sparsi per il giardino.
Preso dalla voglia di non vedere più terreno arso dal sole e dal tempo, ho fatto micro semine sparse per garantire verde e movimento con i semi misteriosi arrivati omaggio per posta e semi di senape.

Ho ripulito totalmente il micro-orto, azzerando tutto, in modo da ripartire bene ed ordinato, collocherò, una per angolo, le prime quattro piantine di pomodoro che spunteranno dalle semine di oggi, al centro ho risotterrato i gusci belli gonfi e  promettenti di tre arachidi che avevo piantato quest'inverno.

15 marzo 2021

Lavoricchiare

 Sta arrivando la primavera, con tutte le sue gemme che sbocciano e i primi fiori che si affacciano al mondo, ma ci sono anche i pollini con le loro allergie, e la spossatezza, primaverile appunto. Così attendo che la mattina passi e il sole scaldi la giornata per uscire in giardino. 

Per caricarmi della voglia di fare, attendo il tepore seduto in casa sulla poltrona a leggere Gardenia e dal momento che sono rimasto indietro con le letture dei numeri passati, vado rigorosamente in ordine cronologico, così succede che ciò che leggo è sempre fuori dal periodo in cui sto esistendo,  tanto per fare un esempio stamane ho letto il numero di Settembre 2017! Ma non è un problema, in realtà a parte prendere nota dei lavori mensili da fare in futuro, il mio giardino è ancora troppo indietro per prendere spunto e poter creare un'aiuola secondo consiglio della rivista, sono ancora nella fase di sradica la pianta spontanea e invasala o trapiantala da qualche altra parte.

Oggi è toccato alle Asparagine (Asparagus sprengeri), proprio quelle nate da seme a Marzo 2016 di cui ho preso nota qui sul blog, praticamente non c'era più terra all'interno del vaso solo un intricato ed impossibile groviglio di radici tuberose, che ho districato, aperto ed alleggerito eliminandone un parte e successivamente rinvasato le folte piante in vasi poco più grandi.

Vista la mancanza di spazio per seminare qualcosa di mia scelta, ho deciso di eliminare l'Ortica dall'aiuola perimetrale a Sud-Ovest, ho approfittato per ricavarne materiale per quella che dovrebbe essere stata l'ultima  frittata della stagione, così sradicando una ad una le piante, ho prelevato la parte aerea e successivamente,  i monconi radicati, li ho trapiantati sul perimetro esterno dell'aiuola centrale dove c'è il  Ciliegio.

Ho preso coraggio ed ho interrato, a bordo tra canalina e camminamento il Rosmarino nato dalla talea prelevata a  Sestri Levante la scorsa primavera. L'ho posizionato a creare una strettoia in modo che, quando sarà cresciuto, per passare ci si struscerà leggermente contro lasciando addosso il suo gradevole e fresco profumo.

In casa mi sono occupato di rinvasare due Pothos, (quelli sulla mensola in sala), ed invasare il più piccolo tra gli Avocado spuntati.

09 marzo 2021

Christia obcordata

 Finalmente sono arrivati i semi di Christia obcordata, mi sono premurato subito a seminarne quattro in vasetto e uno in giardino su una gobba d'Ercole.

Ovviamente etichetto il post con aspettare&sperare!

08 marzo 2021

Un tranquillo lunedì

 Malgrado la bella giornata ho fatto poco e nulla, giusto il minimo indispensabile, anzi, nemmeno quello, poichè ogni volta che giro lo sguardo in giardino c'è sempre da intervenire interrompendo quello che si era iniziato.

Se non altro sono riuscito ad interrare la piccola Peonia, acquistata in settimana, nella aiuola perimetrale a Nord e come al solito ad invasare nespoletti e palmette che spuntano fuori appena smuovi un po' di terra.

Ho preso la decisione di eliminare l'Ortica dall'orto rotondo, colpevole di essere troppo rigogliosa mettendo in ombra gli ortaggi seminati e piantati, tanto è vero sono tutti sottosviluppati anche per la  mancanza di sole che, con mia grande sorpresa, malgrado avessi posizionato l'orto nel punto più assolato del giardino, non ho contato che dal tardo autunno e per tutto l'inverno  il sole si abbassa oltre lo skyline degli edifici circostanti, lasciando l'orticello prendere al massimo due o tre ore di sole.

In seminiera ho riprovato con le Biete a costa colorata e ho messo anche i Ravanelli, aspettare è la costante del giardiniere e a questo punto anche dell'ortolano!

01 marzo 2021

L'erba del vicino...

Fortunatamente i miei vicini di giardino non hanno prato, poichè anche se non fosse curato risulterebbe comunque più verde, visto che nel mio la semina di Dichondra repens fatta l'autunno scorso, non è andata per nulla, complici le numerose ed intense  piogge che per tutto l'autunno e l'inverno hanno lavato via tutto il lavoro fatto.
Così ieri con dieci sacchi di terriccio già pronto specifico per prato, ho rifatto questi due metri quadrati capricciosi aggiungendo alla terra, letame e cornunghia e ho riseminato abbondantemente.

In aggiunta, contrariamente a quanto avevo programmato acquistando la giara per invasarci l'Asparagina, ci ho  trasferito la Schefflera che sicuramente ne aveva necessità dal momento che uscivano dal vaso una cinquantina di centimetri di radici, una volta completato il lavoro direi che la scelta sia stata azzeccatissima sia per proporzioni che per estetica.

Inoltre mi sono portato avanti con il progetto che ho in mente con la Parthenocissus tricuspidata, invasando in fila indiana in un unico vaso rettangolare, le quattro più promettenti tra alcune delle piantine che avevo isolato in singoli vasetti l'anno scorso, posizionando il vaso già a dimora sul bordo dell'aiuola perimetrale a Nord, in modo che con il tempo le piantine riescano ad arrampicarsi sul muro del sottoscala e sulla ringhiera del terrazzino.

24 febbraio 2021

Il tempo di scaldare la padella

 Mentre ho messo a scaldare la padella per cuocere la bistecca, nell'aiuola perimetrale a Nord ho vangato e arricchito con letame la terra, sradicato ed invasato i soliti Laurus nobilis e i soliti Trachycarpus fortunei nati spontaneamente da seme, con l'intento di piantare direttamente a dimora le due Dalie comprate lunedì scorso.

Ecco! con il senno di poi, le Dalie erano due, rosella e lipoma, una per confezione, c'era pure scritto sul cartoncino del contenitore! ma io vedendo i numerosi tuberi penduli ho smesso di ragionare, e ovviamente non avendo voglia di rientrare in casa per prendere le cesoie, ho strappato, anche in malo modo, uno ad uno i tuberi pendenti per ogni radice e ciascuno li ho interrati. L'unica accortezza vedendo le ferite inflitte alle radici, mi sono astenuto dall'innaffiare dopo averle interrate, ciò nonostante questa volta non c'è nemmeno da aspettare & sperare, se qualcuno crede nei miracoli lo terrò aggiornato! 

14 febbraio 2021

C'è da spostare un Limone.

 Ho preso coraggio e ho spostato il Limone!

Non so come ci sia finito un alberello di Limone nel luogo meno esposto del giardino, ma qualcuno ha piantato in uno dei punti più ombrosi, sotto il Nespolo giapponese nell'aiuola perimetrale a Ovest,  questa povera pianta che a forza di non prendere luce e sole ha sempre un aspetto malaticcio e spennacchiato.

La ho sradicata! E' venuta via facilmente, anche se solo dopo aver pulito il pane di terra argillosa, rimasta ancorata alle radici, ho visto che ho staccato un branca importante di radice, che ho prontamente curato con il mastice cicatrizzante (anche se poi ho interrato la pianta senza aspettare che asciugasse!)

Prendendo esempio dal vicino di giardino a Sud, che praticamente ha solo prosperosi limoni in vaso, ho deciso di inserire anche il mio in vaso, però essendo in plastica nera ed esponendolo a Sud, ho pensato che in estate con siccità e troppo calore possa far evaporare troppo presto l'acqua di annaffiatura, così ho preso la decisione di interrare il vaso dentro l'aiuola stessa.

Sempre preso da ottimismo primaverile, nonostante le temperature siano scese, ho anticipato la semina dei fiori, (Papaveri e fiori misti, tra cui i Cosmos!), spargendo i semi sulle gobbe d'Ercole, un po' sui bordi dei camminamenti e un altro po' nelle aiuole più sfigate.

In casa ho interrato in vaso le due talee radicate del Philodendron/Monstera di mia madre, che quasi quasi identificherei una volta per tutte come Rhaphidophora tetrasperma, ma non ci giurerei.


Aggiornamento del giorno dopo: 

  • il Limone non sembra aver gradito lo spostamento, tutte le foglie sulla pianta hanno un portamento floscio, per assurdo le foglie che ho staccato il giorno prima sono rimaste tali e quali verdi e turgide!
  • Là dove ho seminato i Papaveri e i fiori misti, ci sono tracce di zampette e beccate, mi sa che i merli sono intervenuti, mi resta solo sperare che defechino nel mio giardino per riuscire a veder spuntare qualche fiore questa primavera.

Aggiornamento di una settimana dopo:

Ho dovuto potare il Limone eliminando i rami sul quale c'erano quasi tutte le foglie, poichè non sembrava assolutamente in grado di farcela, ora come al solito bisogna aspettare e sperare.

24 gennaio 2021

Bel tempo fuori stagione.

 Dopo mesi di pioggia, qualche giorno di bel tempo mi inebria la mente e mi trasmigra, come già detto nei post precedenti, nella primavera inoltrata,  complici le varie fioriture che vedo in giro per la città e la ripresa vegetativa di molte piante. Peccato però che è Gennaio e fa realmente freddo, ma nonostante tutto, mi ostino a fare lavori primaverili andando contro ogni testo botanico e contro ogni conoscenza contadina di secolare pratica che invita a piccoli lavoretti di manutenzione dell'attrezzatura e timidi approcci di avvio ai lavori più importanti da farsi nei mesi successivi.

L'unico lavoro di azzeccata stagione è stato quello nel creare, tre o quattro settimane fa, dei cumuli intorno o adiacenti alle aiuole rotonde con il materiale avanzato dalla creazione del prato, malgrado ora sembrino, come nei film western, dei cadaveri seppelliti, sono contento dell'idea perchè attenuano i perimetri delle aiuole che trovo eccessivamente invadenti, danno movimento al giardino, mi consentono di seminare o piantare fiori e piante sfruttando diverse altezze e soprattutto  disegnano il percorso calpestabile, così forse non vedrò più persone che camminano su ciò che loro pensano essere semplice prato e non vedono invece piante spontanee lasciate crescere appositamente. Due di questi cumuli hanno i vertici vis-à-vis e consentono il passaggio tra loro come fossero delle colonne d'Ercole in miniatura, ma essendo di più umili e modeste origini le soprannominerò gobbe d'Ercole.

Così ho approfittato del bel tempo per incominciare ad allestire le gobbe d'Ercole, con le Oxalis purpurata e le Euphorbia che nascono spontanee in giardino, è stato tutto uno sradicare le piante nate sparse e ripiantarle subito, le Acetosella sulla cresta e le Euphorbia essendo più alte nella parte scoscesa, queste ultime non sembrano nemmeno essersene accorte dello spostamento, al contrario delle Oxalis che hanno assunto subito uno svenevole portamento.

Successivamente mi sono deciso ad eliminare tutto il Chlorophytum dall'aiuola rotonda a Nord, lasciando solo la Rosa esistente con le varie prove di talee piantate direttamente in terra. Smuovendo il terreno ho trovato un sacco di bulbetti di Oxalis che sono andato a seminare proseguendo sempre sulla cresta della stessa gobba d'Ercole.
Mi sono leggermente scoraggiato nel voler salvare il Falangio vista l'enorme quantità di piante sradicate senza sapere ancora dove andarle a interrare, al momento le ho lasciate a radice nuda sul prato, devo decidermi al più presto come destinarle.

Tra i vari trapianti, nell'aiuola a Nord ho trovato anche cinque Iris, i due più piccoli li ho trapiantati sul bordo dell'aiuola, proprio sul confine del prato, i tre più grandi li ho lasciati a radice nuda, coperti da un giornale umido, devo trasferirli al più presto anche loro. (aggiornamento mercoledì 27/01/21: piuttosto appassiti li ho piantati sul bordo esterno del micro-orto!)


10 gennaio 2021

Semine, malgrado tutto.

L'esperienza orticola, non ha dato i suoi frutti nel vero senso della parola(!) e come ultimamente ribadisco spesso, per fortuna non campo di quel che coltivo.

Premetto che la partenza, tra organizzazione, materiali, semine e trapianti è iniziata tutta in estremo ritardo, ma a scoraggiarmi di più sono state le biete a costa colorata che ad oggi non sono spuntate nemmeno loro, seppur seminate nel limite dei termini.

Invece nel verde urbano nonostante sia un Gennaio piuttosto freddo rispetto gli altri anni, si vedono in giro fioriture sgargianti e riprese vegetative che a mio avviso sono decisamente in anticipo come ad esempio diverse tipologie di asteracee, mimose in pieno fiore e  contrariamente pensassi fosse un rampicante poco usato e  poco comune, con le sue vistose fioriture giallo intenso, sparse per tutta la città  mi sono ricreduto sulla popolarità del Senecio angulatus.

In cerca di un riscatto da semina mi sono deciso di seminare in seminiera i semi (😁) delle Palme di Nervi (rinominate da me "accecante" e "sul prato"),  di Melograno e i semi di un'altra pianta non meglio riconosciuta, che ovviamente se me li sono trovati in tasca un interesse c'è stato.

La rinominazione delle suddette Palme è dovuta a non conoscerne il vero nome ed alla difficoltà nell'identificazione con le app di riconoscimento delle piante.
Quella con i semi a spicchio rinominata "accecante", poichè per prelevare i frutti mi sono letteralemente  ficcanto la punta di una foglia esattamente dentro la pupilla, l'altra rinominata "sul prato" probabilmente non è nemmeno da spiegare.

Invece a proposito di Palme, tra una pioggia e l'altra ho continuato a sradicare Trachycarpus fortunei (i semi della merla tanto per intenderci!)che nascono spontanee in giardino, invasandole una ad una, nonostante la stagione. Mi auguro che l'istinto abbia la meglio sulla stagionalità del gesto.