sabato 23 luglio 2022

Ci ho dato un taglio!

 La Dieffenbachia camilla, al contrario della sua parente D. amoena, non ha mai avuto un periodo "florido", così stamane mentre mi stavo preparando per andare a lavorare ho deciso di darle un taglio netto per oltre la metà del fusto e metterla a radicare in acqua, con la speranza che il moncone rimasto sia stimolato ad emettere foglie nuove e la talea a radicare.

Aggiornamento (dopo appena due giorni): la pianta madre ha già emesso due piccolissimi getti che fuoriescono dal terreno e non dal fusto rimasto, la talea apparentemente sembra aver abbozzato almeno una radice, ma non ne sono sicurissimo. In ogni caso il mio stupore è nella velocità di reazione che ha avuto la pianta.

martedì 14 giugno 2022

Rinvasi rinvasi rinvasi

 Ieri ho rinvasato i Gingko biloba e le tre Magnolia nati dai semi piantati due anni fa, la cosa simpatica è vedere la differenza tra i Gingko di allora e quelli nati da poco, praticamente l'altezza delle piante e la grandezza delle foglie sono molto simili, ma il fusto lignificato dei più "vecchi" li fa sembrare alberelli lillipuziani.

martedì 17 maggio 2022

Kerria japonica

 Periodo fortunato indubbiamente!

Ieri durante una gita, mi sono imbattuto nuovamente in una Kerria japonica, questa volta adulta e soprattutto a portata di mano e in men che non si dica, mi sono aggiudicato tre talee.
L'unico mio dubbio è che i rami siano troppo giovani, non so se per farli germinare debbano essere agostati oppure vanno bene anche giovani e verdi come quelle che ho preso.

lunedì 16 maggio 2022

I semi della merla

 Ieri mi sono deciso a togliere, dopo due anni sotto il sole intenso, i semi della merla, li avevo lasciati sul mobiletto del terrazzino, hanno preso talmente tanto sole che si sono sbiaditi!

Ho allestito due cestini che contenevano mirtilli, con sabbia e torba, nel primo ho buttato dentro una manciata di semi mal distribuita, nel secondo li ho messi con rigore e disciplina in cinque file da sette!

Ora leggendo nei post passati, quando non sapevo ancora che i semi fossero di Trachycarpus fortunei, li avevo seminati ad Aprile e erano spuntati a Luglio (2020), ora vedremo, primo se sono ancora fertili e secondo se cambierà la tempistica di sviluppo.

mercoledì 4 maggio 2022

Se Maometto non va alla montagna...

  Sono anni che per una ragione o per l'altra continuo a procrastinare l'acquisto di un Kerria japonica, ma per quanto mi piacerebbe averla non ho fatto quel passo in più per impossessarmene.

Il caso vuole che in un luogo in cui mi reco spesso c'è un bell'esemplare, ma irraggiungibile per poterne prendere un pollone e/o una talea, così ogni volta che passo rimango in ammirazione e desiderio di possesso, ma essendo una persona fortunata quest'oggi mentre stavo pranzando fuori seduto ad un tavolino all'esterno, a fianco a me, un sottile e piccolo rametto di questa bramata pianta faceva capolino da un vaso contentente tutt'altra pianta.......
...cosa potevo fare? stare li ad ammirarla e sperare che nessuno la sradicasse come fosse un'erbaccia?!? Così, facendo finta di nulla ho provato a sradicarla, ma un po' per la paura di essere visto, un po' per imbranataggine mi si è rotta ed anche per il secondo pezzo non è andata meglio.

Arrivato a casa ho subito creato un vasetto con torba e sabbia per alloggiare le talee, adesso siamo alle solite, aspettare e sperare!

domenica 1 maggio 2022

A forza di far promesse...

 Ultimamente sto usando come pianta di scambio l'Hibiscus, poichè lo spargimento naturale dei semi delle piante del vicino hanno fatto nascere un buon numero di esemplari nella mia parte di giardino, dunque lo propongo perchè è una pianta che piace e perchè penso di averne tante e potermi separare da loro senza patirne il distaccamento.
Nella realtà dei fatti, con gli sradicamenti e gli spostamenti eseguiti e riusciti, ormai mi sono affezionato alle piante in esubero alla quale ho dato ormai la loro giusta collocazione, così per correre ai ripari, farò lo sforzo di separarmi dei due esemplari promessi, già in vaso, e nel frattempo per aumentarne la produzione oggi ho preparato una seminiera da quarantadue celle con interrati i corrispondenti semi.

giovedì 28 aprile 2022

Astilbe

 Ieri ho acquistato due piante di Astilbe, una color cremisi e l'altra rosa.

Mi sono piaciute fin da subito, poichè sembrano non essere ancora di moda, con il risultato di non avere una pianta troppo vista ed inflazionata tra vivai e social su internet.

Sono felice anche per la messa a dimora in cui le ho collocate, la cremisi all'interno dell'aiuola circolare a Nord nella parte vuota più ombreggiata a Ovest e quella rosa sulla stessa linea verso Sud appena al di fuori dell'aiuola, praticamente attaccata all'Acanto (era più divertente scrivere accanto all'Acanto, ma ho evitato),  hanno lo stesso colore e lucidità delle foglie, il risultato mi soddisfa molto, in quanto c'è un'ottima continuità visiva tra le tre piante, l'Astilbe rosa e l'Acanto grazie alle foglie cromaticamente identiche si rafforzano a vicenda e con l'Astilbe dal fiore chiaro all'interno dell'aiuola essendo ad un livello del terreno un poco più alto, prosegue la percezione visiva dando appunto continuità e riempimento degli spazi pur non essendo troppo vicine.

lunedì 25 aprile 2022

Ogni maledetta primavera

 Ogni anno, in primavera, mi ritrovo a fare una marea di lavori in giardino ed in casa, che non mi danno alcuna soddisfazione nel raccontarli sul blog. Poi mi ritrovo a fare un post riepilogativo che mi soddisfa ancora meno.

Uno dei più importanti lavori, vista l'età della pianta, è aver spostato, sradicandolo, un grosso Ligustro che era attaccato alla Rosa nell'aiuola perimetrale a Sud e lo ho spostato tra il microorto e l'aiuola perimetrale Ovest, nell'interrarlo ho rotto una delle tre grosse radici, mi auguro che basti alla pianta per resistere e riprendersi.

Penso di aver fatto un buon lavoro con la messa a dimora delle Fuchsie, ne ho comprate due in due tempi differenti, la prima poichè era da tempo che volevo avere una Fuchsia, la seconda perchè la prima non era della specie magellanica, la mia preferita. Mettendole a dimora, nelle buche che ho creato, ho fatto un miscuglio di aghi di Pino, bark e torba bionda per entrambe, interrandole senza rompere il pane radicale, l'unica pecca appena interrata la seconda, si sono abbassate le temperature, ma sembrano reggere bene.

Ho seminato più volte fiori qua e la, e come al solito nei giorni successivi nelle aree dove è avvenuta la semina ho piantato, aggiunto terra e rivoluzionato tutto, rendendo praticamente inutile il lavoro precedentemente svolto, adesso la curiosità sta nel vedere se nascerà qualcosa, ma soprattutto dove!

Tra gli acquisti floreali di quest'anno ho preso tre vasetti di Lobularia, il tanto bramato fiorellino bianco dal profumo di miele, ho rischiato di perderli quasi subito nei primi due giorni di vero sole caldo, nonostante fossimo ancora ad Aprile, era già riuscito a seccarle tutte.
Così è nata l'esigenza di piantarle a dimora, ma dove?
Visto il portamento ricadente avevo pensato  in una cassetta appesa da qualche parte , ma avevo paura che con il caldo estivo, se avessi mancato un'innaffiatura, si sarebbero seccate all'istante.
Erano ben posizionate nel perimetro esterno dell'aiuola circolare a Nord, così le ho svasate e presentate nello stesso punto, però all'interno dell'aiuola, ma non stavano altrettanto bene, così ho deciso di rimetterle attaccate all'esterno del perimetro e creare un'ulteriore bordura in pietra per contenerle, il risultato mi soddisfa molto, rompendo visivamente anche la rigidità netta del perimetro circolare dell'aiuola.

Il 9 Aprile, per la prima volta seguendo la Luna, ho seminato le due tipologie di zucche che avevo messo via direttamente estraendole dalla polpa, una Mantovana acquistata a San Giacomo di Roburent, e l'altra penso sia del tipo Delica, sei semi in tutto, cinque dei quali spuntati quasi subito.

Un sacco di piccoli Pittosforo nati spontaneamente in giardino e trasferiti in vaso, stessa sorte per due o tre Eleagno.

In casa ho travasato la Begonia maculata, ho approfittato del movimento per potare anche il lungo e vigoroso fusto, dividendolo in più pezzi e mettendoli a radicare in acqua, quattro di questi li ho interrati a dimora in vari punti del giardino con esposizione al Sole differenti, uno nell'aiuola perimetrale a Nord (mezz'ombra), un altro nell'aiuola circolare Nord (mezz'ombra), e due sotto il Pitosforo nell'aiuola perimetrale Ovest (ombra).

Questo è quanto ricordo aver fatto, in realtà ci sono altre centomila cose che non ho scritto, da quelle meno importanti a quelle più importanti, però non interessanti ai fini della cronaca, sicuramente comunque utili alla realizzazione del giardino.

martedì 22 marzo 2022

Philodendron “imperial red”

Ieri sono arrivato al vivaio con estremo ritardo a sette minuti dalla chiusura, ma colpo di fortuna in quei pochi minuti, ho trovato inspiegabilmente ad un prezzo veramente basso un bel Philodendron "Imperial red", evviva!

domenica 6 marzo 2022

Camelia

 Venerdì ho comprato una piccola Camelia, che Domenica ho interrato nella aiuola perimetrale a Nord.

Prima di interrarla sono andato ai giardini pubblici a raccogliere una bella sacchettata di aghi di Pino per poterli mescolare successivamente  a torba, agriperlite e corteccia di Pino da immettere nella buca creata a dimora e creare un terreno il più adatto possibile alla nuova acidofila, ho finito coprendo tutto fino al colletto con terra di risulta.

martedì 1 marzo 2022

Monstera 2.0

 Ebbene da ieri sera ho nuovamente una talea di Monstera deliciosa, sono piuttosto ottimista che possa attecchire, poichè il taglio per reciderla era già stato fatto in buona parte precedentemente, risultando già cicatrizzato su tre quarti della superficie, e avendo a disposizione tre radici aeree piuttosto importanti, mi piacerebbe credere che sia la talea giusta.

Anzichè immergerla in acqua e rischiare di farla marcire nuovamente, ho versato in un portavaso due litri d'acqua, rovesciato successivamente argilla espansa fino a poco oltre il livello dell'acqua, posizionato la talea e colmato nuovamente con argilla espansa, in teoria dovrebbe riuscire essendo ossigenato e umido senza parti a mollo.

Mai come da oggi non mi resta che...aspettare&sperare!


lunedì 21 febbraio 2022

Barlume primaverile (con presa di coscienza)

 Come al solito nelle prime giornate invernali un pò più tiepide, l'ottimismo di essere alle porte della primavera viene spontaneo e in maniera del tutto naturale, come già capitato negli altri anni, ho iniziato a fare progetti e pulizia per intraprendere la nuova stagione.

Vedendo le condizioni del giardino, quasi immutate dal mio insediamento, ho raccolto il solito coraggio e ho dovuto rivedere le mie convinzioni nell'assecondare la spontaneità della natura e prendere alcune decisioni per me non facili.

La prima è stata dare più luce al giardino, eliminando una branca importante del Nespolo posto a Sud-Ovest,  l'avevo individuata già da tempo, ma non volendo venir meno alla mia teoria nel lasciar fare a Madre Natura il proprio processo naturale, ho fatto subire al giardino ore in meno di sole per tutto questo tempo.

Un'altra decisione presa contro il mio volere originale è stata la potatura drastica della Rosa posta nell'aiuola circolare a Nord. Vedendo i nuovi getti alla base, mi hanno dato il coraggio di eliminare totalmente la parte altissima e legnosa, (parliamo di tronchi di legno durissimo alti dai due ai sei metri con un diametro di sei-sette centimetri!!!).
Successivamente sono intervenuto anche sulle altre Rose, ma con potature più leggere.
Il risultato finale è aver prodotto una marea di talee e senza sacrificarne nemmeno una le ho tutte piantate  nella solita aiuola circolare a Nord e solo alcune qua e là.
Anche con la potatura del Nespolo ho ricavato talee di Rosa, quella sarmentosa del vicino Ovest, che addirittura per quanto vigorosa e invadente, mi ha consentito di evitare la gravosa caduta del grosso ramo tagliato al Nespolo sul quale è arrampicata, trattenendolo a mezz'aria e dandomi la possibilità di poterlo alleggerire e ridurre di dimensioni per smaltirlo.

Intorno alla Rosa posta nell'aiuola perimertrale a Nord, ho sradicato gli Hibiscus che le toglievano luce e li ho ripiantati, i più piccoli in vaso, gli altri nel microorto di cui però ho dovuto modificarne il substrato, che essendo unicamente compost creato da me, c'è troppa percentuale di fondi di caffè e poca torba, con il risultato che è eccessivamente impermeabile e secco, anche dopo piogge abbondanti l'acqua non penetra nel terreno lasciando la terra secca e priva di umidità.

A Luglio saranno tre anni che abitiamo in questa casa, e praticamente è la scadenza che mi ero prefissato per fare il punto della situazione e vedere i risultati del cambiamento del giardino da quando lo gestisco io.
Che dire...veramente non lo so!
Mi vengono differenti stati d'animo ogni volta che metto piede in giardino dai sensi di colpa con e senza alibi, ogni tanto alcune soddisfazioni, fino ad arrivare alla rassegnazione.
Come alibi posso affermare che sono stati due anni particolari, che mi hanno visto dover star fermo  obbligatoriamente, la posizione del giardino con poche ore di sole e quelle poche le peggiori e più calde, la siccità estiva su un terreno vecchio, compatto e povero, cui è concausa della lenta ripresa vegetativa in generale, e non ultima la posizione errata di molte piante, che piano piano sto spostando  una alla volta, solo quando realizzo che non vi è null'altro da fare che sradicarle e trasferirle in una posizione più adeguata.
I sensi di colpa senza alibi sono sapere dentro me che avrei potuto fare di più, a partire dal procrastinare di meno, al non attuare scelte drastiche che ad oggi non riesco ancora a fare, sacrificando piante scomode, invadenti, e di continua nuova nascita.
Le soddisfazioni sono nel sapere della riuscita di tutte quelle piccole talee, di tutti i trapianti fatti al limite dell'impossibile, dei trasferimenti in vaso di tutte quelle piante nate spontaneamente che testardamente continuo a non eliminare, anche se invisibili guardando il giardino, io so che un po' qua e un po' là sono sparsi i miei numerosi e piccoli successi vegetali, che seppur lenti nel crescere prima o poi si faranno vedere.

Probabilmente non sarà mai un giardino da togliere il fiato dallo stupore e dalla bellezza a chi lo visiterà, ma nel suo modo arruffato e naturale al buon osservatore farà sorprese disattese.



giovedì 17 febbraio 2022

Rosellina semplice semplice

 Ieri sera sono stato omaggiato di una talea lunga circa 40cm, recisa da una rosellina molto cespugliosa e spinosa che fa un fiore estremamente semplice tipo Rosa canina, ma di un rosso intenso e scarlatto.

Ho diviso il rametto in due e li ho piantati direttamente nella solita aiuola circolare a Nord del giardino tempestata di talee di rosa. 

Come al solito non mi resta che aspettare&sperare! e nel frattempo nell'attesa che attecchiscano cercherò di scoprire a quale Rosa appartengano. 

lunedì 17 gennaio 2022

Nuovi Iris

 Durante una passeggiata a Pieve Alta, da un'aiuola traboccante rizomi di Iris, ne ho acquisiti due piccini,  li ho portati a casa e trapiantati nell'aiuola circolare a Sud dove è collocato il Fico, precisamente a Nord del perimetro interno.

Come souvenir dalla suddetta passeggiata, ho portato a casa anche un rametto di Vite, uno di Rosa e uno di Ficus elastica, i primi due li ho divisi in tre e piantati ciascuno in un vasetto di terra all'esterno in giardino, la terza talea l'ho messa in  acqua in casa anche se sicuramente la stagione non è la più appropriata,  confido comunque nel fatto che la pianta madre è a tutti gli effetti autoctona  in un clima mite che non risente delle temperature invernali, infatti rigogliosa e con molte foglie nuove in fase di sviluppo.

venerdì 19 novembre 2021

La sindrome dello scoiattolo

 Ho sempre affermato che la mia passione per le piante ha origine, o ne è derivata, dai fallimenti avuti creando bonsai per hobby.
Ero pressappoco dodicenne, e a ripensarci oggi forse, le piante  mi abbandonavano non  per mia  inesperienza, ma per lo stress che procuravo loro poichè condensavo le tecniche e le cure che si sarebbero dovute evolvere nei decenni, nell'arco di pochi mesi, su talee e giovani piantine nate dai semi che interravo.
In realtà la genesi di tale passione devo ricercarla ancora prima, o per meglio dire più a fondo, dentro me, sono quasi certo si tratti di genetica. Il "seme" di cui sono erede, discende da mia nonna paterna e considerato il suo nome, potrebbe essere ulteriormente congenito e risalire ai suoi genitori, i miei bisnonni,  che probabilmente anche loro influenzati da passione botanica le hanno dato il nome.

Per capire la potenza del gene ereditato, basti sapere che nonna Rosa, era la nonna che purtroppo si andava a trovare solo la domenica, dunque non ho mai avuto una frequentazione o convivenza assidua da assimilarne gesti e passioni, che io mi ricordi non abbiamo mai parlato di piante o fiori, quando si andava alla casa in campagna, lei spariva tra le fasce e le aiuole del giardino con le cesoie in mano, mentre io stavo in garage a giocare con sgorbie e ciocchi di legno, dunque non si può nemmeno parlare di una assimilazione per imprinting, no, è sicuramente una questione di geni e a confermarlo è mio zio, suo figlio, anche lui porta dentro se questa sfrenata passione per le piante,  e riferita a mia nonna Rosa è sua l'affermazione che mi ha sempre divertito e trovato concorde, se lei avesse piantato la gamba di un tavolo avrebbe attecchito e germogliato entro breve.

Questa premessa mi occorre per giustificare la mia mania nella continua ricerca e nell'osservare piante in generale, l'intenzione principale è quasi sempre di propagarle tutte e conseguentemente la sfida nel riuscire ad "ammaestrarle" facendole crescere in vaso nell'appartamento,  o da quando ho il giardino ambientarle e trovare loro la giusta collocazione con il microclima più adatto.
Questo fa si che io giri ovunque, in macchina o a piedi, guardandomi intorno alla ricerca di piante che attirino maggiormente la mia attenzione per  prelevare talee o  semi da avere, quando succede in macchina e sono con la mia fidanzata lei pensa che io mi giri a guardare il bel culo di qualche ragazza che transita sul marciapiede, ma purtroppo non è così, magari sono semplicemente attirato dalla bionda chioma autunnale di un Liquidambar orientalis, ciò nonostante, non sono interessato alla scienza botanica della pianta, non sono fissato con la nomenclatura, la classificazione e la parte scientifica, anzi forse è la parte che più mi annoia, ovvio mi farebbe piacere poter riconoscere una pianta e darle il nome corretto, solitamente i nomi latini per me sono difficilissimi da ricordare, dunque mi accontento del nome popolare, anche se non è così facile venirne a conoscenza, soprattutto con l'aiuto di internet, poichè ci sono troppe informazioni errate e nomi non corrispondenti alle foto.

Mi rendo conto che questa passione/fissazione mi porta ad essere un accumulatore compulsivo di semi, mi definisco affetto da sindrome da scoiattolo, archivio semi in continuazione e in tutte le stagioni, spesso non ho nemmeno più voglia di seminarli, poichè non ricordo a quale pianta appartengano o non è la stagione giusta o semplicemente non sono nel mood giusto per farlo, ma ciò nonostante se trovo semi li raccolgo e li porto a casa! (anche in questo momento che sto scrivendo, in tasca ho 4 semi di Gingko biloba!), continuo a tenere piccole scatolette o contenitori tascabili da portarmi in giro per racchiudere i semi che trovo in giro, ma immancabilmente nel momento che occorrerebbero ne sono sprovvisto e devo sempre arrangiarmi con qualche incartamento di fortuna, (i suddetti semi di Gingko biloba infatti li ho in tasca avvolti in un fazzoletto di carta!).


lunedì 8 novembre 2021

Busillis: le semine!

 Cocciuto come sempre, ieri mi sono dedicato alle semine, ovviamente andando contro ogni testo botanico o usanza contadina, perchè credo più alla natura con il suo decorso, appunto ......naturale.
La mia teoria è piuttosto semplice: molte piante rilasciano i propri semi ciclicamente, ovviamente per riprodursi, in mesi non tipicamente prossimi alla ripresa vegetativa, perchè allora io dovrei attendere la primavera per farlo?

A portare a galla la mia ribellione eversiva nel seguire un calendario per le semine, sono stati i semi che vengono rilasciati in questi ultimi due mesi dalle piante stesse, come esempio mi riferisco all'Acanto, al Ricino, alle Rose, al Ginkgo biloba, e all'Iris che sono piante a me di facile reperibilità e che nel periodo tra Settembre e queste settimane, rilasciano le proprie semenze ognuna a proprio modo.
Se i semi di Ricino e dell'Acanto in natura vengono rilasciati tra Agosto e Settembre, perchè devo attendere Marzo per seminarli, se i cinorridi delle Rose si stanno aprendo adesso perchè dovrei stratificarli per vernizzarli e attendere Febbraio per interrarli, se devo aspettare fino ad all'ora e il seme deve percepire l'inverno per iniziare lo sviluppo, tanto vale seminarlo adesso e fargli passare realmente l'inverno all'esterno.

Giusto per togliermi il piacere di fare questi lavoretti rilassanti domenicali, sotto una leggera pioggerellina sferzata da un forte vento rafficato che ovviamente mi ha fatto volare il terriccio ovunque e cadere i semi dal piano di lavoro preventivamente posti con cura,  ho accelerato le operazioni di semina mettendo a caso i semi nelle cellette della seminiera, così ad oggi sono già consapevole che non avrò idea  quali saranno quelli che germineranno e quali no.

giovedì 28 ottobre 2021

Ruscus aculeatus

L'angolo formato dall'aiuola perimetrale a Sud con quella posta ad Est, è uno dei punti più bui del giardino  sia per quanto riguarda la vicinanza dei palazzi attorno, sia per la vegetazione presente composta da un grosso ombrello di Pittosforo, due Aranci amari e un Alloro e propio sotto quest'ultimo, ancora più al buio, vivacchiava uno striminzito e moribondo Pungitopo che in questi due anni  non ho mai capito fosse vivo o morto.
Settembre scorso senza troppi scrupoli lo ho sradicato ed interrato esattamente nella parte opposta, sempre nella aiuola perimetrale a Sud, ma questa volta nell'angolo ad Ovest, proprio sotto la grande Palma che alta com'è non da sicuramente problemi di luce.
Potata ed interrata la pianta ho lasciato solo l'esile ramo principale, glabro e all'apparenza secco, ebbene a distanza di poco più di un mese, finalmente la pianta ha dato cenno di vita dando alla luce un decina di piccole e verdissime foglioline.

Prima di cantare vittoria non voglio dare nulla per scontato perchè l'esperienza mi ha insegnato che occorre un pò di tempo prima che una pianta si stabilizzi del tutto e non dia brutte sorprese, ma inutile nascondere che sono molto felice della mia intuizione nel trovare la posizione giusta  per la pianta e conseguentemente del risultato ottenuto.

lunedì 25 ottobre 2021

Dopo il Limone la Lantana

 Proprio così, ho spostato anche la Lantana, che di fatto era vicina vicina al Limone che ho trasferito il Febbraio scorso (n.d.r.: nel frattempo non ha dato ancora segni di vita, tantomeno di morte. è statico con tre foglie).

Tornando alla Lantana, a farmi decidere che era il momento giusto per spostarla è stato che in questi due anni non la avevo mai vista così viva, non posso dire vigorosa perchè  appunto era insieme al Limone in uno dei punti meno soleggiati del giardino, ma vederla con diverse foglie e rami nuovi mi ha ispirato lo spostamento, così ho saggiato quanto fosse radicata nel terreno e con mio stupore non lo era profondamente tanto che è venuta via quasi del tutto a mani nude, solo con l'ultima radice ho dovuto leggermente scavare.
Trasferita nella aiuola perimetrale a Sud, proprio vicino a dove ho messo il Limone, lo ho potato per accorciare i lunghi rami glabri ed eliminare i rami nuovi verdi che non avrebbero retto il trauma.

Aggiornamento (due giorni dopo): in questi ultimi due giorni le temperature si sono abbassate drasticamente con l'aiuto di un forte vento che tende a non cessare, l'aspetto della pianta non è dei migliori, tutte le foglie sono flosce.

Da oggi più che mai Aspettare&Sperare!

Aggiornamento (Gennaio 2022):  è ancora totalmente glabra, ma ci sono un sacco di gemme verde brillante sulla maggior parte dei rami. Non canto ancora vittoria, ma faccio i preparativi!




giovedì 23 settembre 2021

Figlia di una Dieffenbachia!

La Dieffenbachia amoena che ho in casa è sempre più bella e rigogliosa, ma nonostante stia attaccata allo stipite della finestra posta a Sud, dunque la più luminosa, non si accontenta e si contorce vistosamente pur di stare in fronte al sole, a discapito di una piccola branca, della pianta stessa, che lasciata in ombra è rimasta molto bassa, esile e gracile. 
Ho intuito  che la pianta madre avesse deciso di poter fare a meno della piccola, colpevole di portarle via sostanza che le sarebbe servita per proseguire la sua crescita verso l'alto con nuove foglie già esposte al pieno sole, così questa primavera ho preso coraggio e ho dato un taglio netto alla quasi  moribonda branca e diventata talea l'ho inserita in una bottiglia con poco più di due dita d'acqua. 

Il risultato è stato grandioso fin da subito, la talea si è rinvigorita nell'arco di pochissimi giorni e altrettanto velocemente ha emesso radici, poi per una serie di vicissitudini solo Lunedì scorso sono riuscito ad interrarla in un vaso adeguatamente proporzionato. 
Dopo averla interrata, come per tutte le talee radicate in acqua, sono in apprensione, poichè il passaggio da acqua a terra non sempre è scontato che riesca, ma è anche vero che la pianta è decisamente vigorosa, così come al solito non mi resta che "aspettare & sperare".

Per il momento è nella semiombra in giardino, ma durante la  notte le temperature si stanno abbassando, la porterò in casa e dovrò trovarle una collocazione altrettanto luminosa come quella in cui si è sistemata autonomamente la madre.


giovedì 16 settembre 2021

Vegetiamo.it

Finalmente da ieri sono riuscito a ri-accapparrarmi il dominio www.vegetiamo.it!

Inizialmente realizzato su piattaforme di spazio web gratuito, in versione animata  con Macromedia Flash4, il sito nasce a fine anni '90 con l'intenzione di diventare un portale e un punto di riferimento enciclopedico del mondo vegetale, raccogliendo schede botaniche e  tecniche, con consigli di coltivazione, in appartamento e giardino, per il maggior numero di piante possibile. 
Invece gli unici contenuti consultabili e realizzati sono stati i lavori generici da fare mensilmente, e un'altra pagina su  come combattere i parassiti con rimedi naturali, inoltre la possibilità di un sottofondo musicale grazie al link per aprire Windows mediaplayer sintonizzato sulla radio in cui lavoravo all'epoca.
Pensando che la versione animata del sito fosse più complicata da aggiornare di volta in volta, nel 2000 decido di trasformarlo in versione .html  e nel 2002 acquisto il dominio con il suo hosting, iniziando ufficialmente la vita di Vegetiamo.it. Mantenendo la grafica originale di ogni elemento della versione animata, con le solite uniche pagine funzionanti descritte sopra e aggiungendo le novità di una pagina con la mappa climatica,  i banner dei siti e portali più importanti che recensivano Vegetiamo,  l'aggiunta di un Guestbook molto carino per chi avesse voluto lasciare traccia della propria visita,  e per concludere la "temporanea" dicitura in homepage:


Benvenuto/a il sito e' in costruzione.

Link attivi: Melamese, Lombrico, Melamail, Margherita.

Ci scusiamo per il disagio.

Torna a trovarci. 


E così è rimasto per diciannove anni!



Così nel 2019 ho deciso di abbandonare il possesso del dominio e dello spazio di archiviazione illimitato, che per diciassette anni ho pagato inutilmente. 
Finalmente ero riuscito a chiudere definitivamente un progetto mai decollato, anche se ne ero affezionato e compiaciuto sia dal nome, sia dal logo, che dalla grafica pensata e realizzata interamente da me, però nel frattempo mi sarei accontentato e consolato con il blog che usava buona parte della grafica del sito originale, che avevo aperto in parallelo nel 2015 nello spazio gratuito di Blogger,  con lo scopo di usarlo come blocknotes per annotarmi date e lavori eseguiti sulle mie piante in casa.

A tutti gli effetti è stato un distacco quasi del tutto senza pentimenti e soprattutto senza troppo rammarico, fino a quando però nel 2020, qualcuno ha acquisito Vegetiamo.it per vendere scarpe online!!!
Questa cosa l'ho patita come uno sfregio, era un contenuto senza alcuna attinenza, non fregava a nessuno realmente del nome del dominio e  del suo ipotetico potenziale non solo nel mondo vegetale come  auspicavo, mi sarei anche accontentato fosse stato preso da quella azienda di surgelati che sono certo abbia dato il nome alla loro linea vegetariana, in quanto ispirata nell'aver visitato Vegetiamo.it, invece nulla di tutto questo, penso che il sito di vendita di scarpe fosse solo un redirect giusto per non tenere il sito vuoto e avere una possibilità in più di vendita, e che l'intento principale fosse di lucrare sul dominio acquisito a prezzo base e la possibilità di rivenderlo qualora qualcuno ne avesse chiesto il riscatto.
Così è nata in me questa voglia di rivalsa nei confronti della mia creatura e ovviamente  la volontà di tornare in possesso di Vegetiamo.it e ridargli la sua identità, ho dovuto attendere pazientemente molto tempo anche dopo che il dominio non è stato rinnovato dai lucratori, ma alla  fine eccoci qui, ci sono riuscito e non solo a riacquisire il dominio, ma anche a dargli finalmente un senso, facendo anch'io un redirect,  però al mio blog che è stato l'unico "ramo" di Vegetiamo ad essere aggiornato periodicamente, cosí finalmente dopo tanti anni su Vegetiamo.it  si possono trovare nuovi contenuti, che per quanto poco possano interessare a qualcuno, sono testimoniate le mie esperienze, la mia vita in prima linea nel mondo vegetale. 
Sono decisamente contento per questa piccola avventura che riprende a vivere con un futuro più..."roseo"!




mercoledì 4 agosto 2021

Veloce e piccolo aggiornamento

 Dopo tanto lamentarmi sul fatto che non nasce nulla di ciò che semino, dimentico di annotare le nascite importanti riuscite in questo anno dal clima un po' particolare che ha ritardato un po' tutto, fino a tarda primavera 2021, stravolgendo i tempi di crescita e anticipando le fioriture:

Le castagne che avevo accuratamente seminato in vaso, quando le ho viste quasi marcite le ho buttate nell'aiuola della Rosa a Nord, una delle quali è rimbalzata in un vasetto vicino. 
Il risultato è che sono nate tre piante di castagno, una  casualmente in vasetto e due nell'aiuola di cui una sono riuscito a sradicarla e, per via delle lunghe radici, la ho rinvasata in una bottiglia di plastica da un litro e mezzo ed interrata nello stesso punto dove è nata.

Un po' allo stesso modo anche le Roverelle (Quercus pubescens) seminate, non ricordo quando,  mi hanno fatto credere al peggio vedendo le ghiande quasi da buttare, ma un po' per esperienza e un po' per scaramanzia,  ho lasciato tutto li facendo finta di dimenticarmene, l'attesa mi ha premiato.

Come per le semine sopra elencate a distanza di quasi un anno, sono arrivati anche tre o quattro Gingko biloba, bellissimi così piccoli, già con le loro inconfondibili  foglie, stesso dicasi per alcune Magnolia sempreverde (Magnolia grandiflora), finalmente qualcosa è spuntato. 

Adesso in questi giorni di enorme calura e siccità sono preoccupato per i giorni in cui sarò assente, con le piante così giovani ho dei dubbi che possano resistere due settimane senza acqua, vediamo se il destino vorrà che l'agonia a cui andranno incontro sarà interrotta da una bella ed idratante pioggia.


venerdì 2 luglio 2021

In vena di paragoni

Ogni volta che passo davanti ad un fioraio o un negozio di piante rimango sempre stupito per la quantità di colori e forme dei fiori, ma non è uno stupore positivo, anzi, spesso rimango basito dall'esagerazione di tinte e sagome che hanno la maggior parte delle cultivar. Colori chiassosi e forme pacchiane, a mio avviso ormai del tutto poco naturale, è come comparare la semplice eleganza nel portamento e nel gusto di  Audrey Hepburn con l'esplosiva voglia di esagerazione di una sofisticata e coloratissima Drag-queen.

Partendo dal fatto che tutte le piante sono belle, dobbiamo essere noi ad educarci e saper cogliere lo splendore di ogni singola pianta, proprio come succede con le donne. Alcune sono belle alla perfezione, una bellezza oggettiva del tutto impeccabile, riconosciuta da chiunque, ma che non a tutti suscita emozioni, invece, quelle affascinanti sono più attraenti che esteticamente perfette, l'imperfezione e a volte addirittura il difetto, accentuano l'estetica, oppure avviene il contrario, il fascino è talmente potente da fagocitare l'inestetismo, fino ad arrivare a quelle con ancora più carattere, che della loro "anomalia" ne fanno un marchio di fabbrica. Lascio a libero intendimento del lettore se io mi stessi riferendo alle piante o alle donne.

Ampliando la mia conoscenza botanica delle piante, quotidianamente in evoluzione, e complice l'avere un giardino inselvatichito dagli anni di abbandono, automaticamente ho esteso il gusto e l'apprezzamento di una enorme quantità di piante reputate, per i  più estranei al mondo vegetale, insignificanti e calpestabili. Così ho incominciato ad ammirare piante per la loro forma, per la loro vigoria, per l'intraprendenza, la morfologia, la velocità di sviluppo, l'immortalità, l'adattamento, il colore, il profumo o l'odore, insomma una tale quantità di piante che non avevo mai preso in considerazione, tutte associate da un unico e magnifico comune denominatore, la esuberante voglia di vita tanto da essere reputate per i più, selvatiche ed invasive. In realtà non avrei mai immaginato quanto è illuminante passare vicino ad una aiuola pubblica e fermarsi ad ammirare una particolare pianta nata spontanea  in mezzo a tante altre, oppure prelevare semi da un ciuffetto vegetale che ha sfondato l'asfalto lungo la strada, nell'indifferenza dei passanti che piuttosto guardano con sospetto me chino sulla pianta, anzichè fermarsi e cercare di capire la bellezza del soggetto che ha attratto la mia attenzione. [-quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito-]


domenica 30 maggio 2021

Un sacco di lavoretti soddisfacenti

 Contrariamente alle mie domeniche di totale rilassamento e poltrona, complice una temperatura gradevole  in giardino fin dal mattino, sono riuscito a fare tutti i lavoretti che avevo in mente e di cui alcuni ne procrastinavo l'esecuzione.

Così finalmente ho interrato in vaso i due Avocado, ma soprattutto ho riseminato tutte le bustine acquistate da Orto_strabilia, che come per tutte le altre precedenti semine nel mio giardino non hanno dato risultati, quasi sìcuramente per la mancanza della combinazione temperatura/sole/umidità. Alle semine ho aggiunto i pomodori  cuore di bue di Ruta di Camogli.

Nel frattempo alla velocità della luce, le talee di Coleus messe a radicare in acqua la settimana scorsa hanno radicato quasi tutte, così le ho già invasate in modo da andarle a riposizionare sulla scrivania dove erano le precedenti piante madri.

domenica 23 maggio 2021

Coleus

Ho preso la decisione di interrare i Coleus nelle gobbe d'Ercole in giardino, ma per garantirmi la continuità anche nei prossimi anni, oggi ne ho fatto talee da radicare in acqua e subito dopo ho messo le piante a dimora.

domenica 2 maggio 2021

Orto 2.0

 Lo ho già detto più volte, fortunatamente non vivo con ciò che coltivo, ad oggi non sono ancora riuscito a mangiare nulla di ciò che ho seminato, eccezion fatta per le varie frittate di ortica che nasce spontanea ovunque (l'ortica non le frittate!).

Presa la decisione di tirare fuori il finocchio più bello dall'orto rotondo, la delusione è stata enorme, attaccato al bellissimo ciuffo una sola unica radice lunga e sottile, praticamente i semi acquistati per uso alimentare non valgono assolutamente a nulla in nessun caso, se mangiati hanno un gusto fortissimo quasi ammoniacale, se seminati ottimo è l'attecchimento,  ma probabilmente sono di una varietà non adatta per ottenere il grumulo del finocchio. 

Il lato positivo di questa esperienza è che mi ha spronato a liberare interamente l'orto, nonostante le semine fatte poco tempo fa e alcuni timidi germoglietti, ho preferito azzerare tutto in modo da poter organizzare semine e trapianti in maniera più ordinata e ragionata che sicuramente mi farà sfruttare meglio il poco spazio disponibile.

Così ho trapiantato quelle poche biete spuntate dalle semine precedenti, ho recuperato pochi germogli di ravanelli, seminato direttamente biete e ravanelli, rucola selvativa e coltivata, insalatina tenera, tre fagioli borlotti e tre semi di zucca.


giovedì 15 aprile 2021

Grespignolo


Alla fine ho ceduto! 
Erano settimane che vedevo questa pianta spontanea, sparsa negli anfratti dei bordi delle aiuole cittadine o negli interspazi del lastricato stradale, con queste belle foglie e i numerosi fiori gialli simili a tutte quelle specie somiglianti al Tarassaco, ma con i fusti a mio parere più eleganti ed estetici, così ieri ne ho sradicato quattro esemplari, e trapiantati tra il bordo del prato del giardino e l'aiuola del ciliegio.

Pianta spontanea e selvatica Lapsana communis L., comunemente chiamata Grespignolo.

venerdì 9 aprile 2021

Sfruttare un'estenuante attesa


L'altro giorno ho dovuto aspettare il mio turno avendo  un centinaio di persone in altrettanta attesa prima di me, fortunatamente la coda era all'aperto, e una volta provvisto di numero, ho potuto sentirmi libero di girovagare nei dintorni e tornare a fare capolino ogni tanto per sentire a quale numero fossero arrivati.

La zona era piacevole, vicino al molo con tutti gli yacht attraccati e una magnifica mattinata soleggiata invitava a non stare fermi in coda, così passeggiando senza meta ho aggirato la parte pulita e curata, d'obbligo per l'aristocratico contesto, però come spesso accade il retro lasciava piuttosto a desiderare, ma la minor manutenzione e pulizia sono state proverbiali facendo si che incontrassi diverse piante spontanee scaturite dall'asfalto o alla base degli edifici, tra queste a catturare la mia attenzione è stata una piccola minuta piantina dagli steli talmente abbronzati dal sole da essere rossi, piccole foglie pennatosette la maggior parte arrossate anch'esse, e piccolissimi fiori fucsia. 

Così ho scoperto il 
Geranium purpureum Vill. o più facilmente il Geranio purpureo appunto dal colore dei suoi fusti. Per fortuna aveva già diversi semi da prelevare, anche se non ancora perfettamente maturi, ho preso quelli più promettenti, ma probabilmente, tra qualche giorno tornerò a prendere gli altri maturati.


Ieri ho seminato i suddetti semi in vasetto, adesso vediamo se come al solito, le piante che riescono a spuntare dall'asfalto o nascere senza il minimo di terra in posti del tutto improbabili, quando vengono coccolate e curate abortiscono spontaneamente o se si degnano di affacciarsi al mondo.
Mi piacerebbe poi trasferirle oppure seminare i nuovi semi nelle parti secche e pietrose del giardino e lungo la canalina di scolo delle acque piovane.


lunedì 29 marzo 2021

Come gocce nel mare.

Oggi ho aggiunto cinque esemplari di Anemone nemorosa o più facilmente Anemone dei boschi e affascinato dalle foglie effetto "fotografia mossa", sei o sette esemplari di Erythronium dens-canis più semplicemente nominato Dente di cane, due generi boschivi talmente piccoli, che nel giardino, per quanto di modeste dimensioni, rischiano di risultare invisibili, così  ho reputato sensato piantarli nella aiuola perimetrale a Ovest sotto l'albero del Pitosforo, sia per habitat che per facilità nell'individuarli poichè c'è ben poca vegetazione sotto l'albero. 

Nell'aiuola perimetrale a Nord, ho piantato quattro Narcisi di cui ho eliminato il fiore per facilitarne l'attecchimento.

Ho ampliato la gamma delle Euphorbia sulla gobba d'Ercole, nell'ignoranza e basandomi attraverso la confusione disinformativa  di internet, penso di aver aggiunto la E. helioscopia e la E. cyparissias, anche se me ne sono già pentito, dal momento che ho interrotto la fitta uniformità delle leggere e vaporose chiome dell'E. peplus che davano un ottimo effetto visivo. 

venerdì 26 marzo 2021

Christia obcordata II

 Ohhhhh oggi si sono affacciate al mondo, due Christia obcordata delle quattro seminate in vaso, Ohhhhh! 


Aggionamento del 26.03.2021:

E' caduto il vaso, ovviamente atterrando a faccia in giù! E' rimasto un solo germoglio, vediamo se se la cava.


Aggiornamento del. 03.04.2021:

Nulla da fare il germoglietto è trapassato, ho riseminato quattro nuovi semi nello stesso vaso. 

lunedì 22 marzo 2021

Un semino trallalà, due semini trallalà, tre sem...

Giornata dedicata alle semine, finalmente in stagione, nel periodo giusto, anche se sono convinto che per il mio giardino occorra il sole più alto per garantire più ore soleggiate, ad ogni modo questi semi hanno più possibilità rispetto quelli seminati precedentemente.

Ottima esperienza di acquisto su IG con Orto Strabilia, che propone semi desueti o addirittura antichi, con ottimo packaging sul quale c'è anche un pò di storia del seme acquistato, e nella consegna arrivata alla velocità della luce, un omaggio e una sorpresa! Che volere di più?

In seminiera:

  • Okra perkins
  • Melone mini regina Anna
  • Pomodoro giallo pera
  • Pomodoro rosso ribes
  • Pomodoro ciliegino (miei semi)
  • Cocomero luna e stelle
  • Peperoncino (miei semi)

Mettendo mano alle sementi, ho ritrovato vecchi semi di Cistus ladanifer e Borago officinalis che mi erano stati regalati dal mio amico Armando tornando dal Portogallo, visto il troppo tempo passato, che non ne garantisce la nascita, li ho sparsi per il giardino.
Preso dalla voglia di non vedere più terreno arso dal sole e dal tempo, ho fatto micro semine sparse per garantire verde e movimento con i semi misteriosi arrivati omaggio per posta e semi di senape.

Ho ripulito totalmente il micro-orto, azzerando tutto, in modo da ripartire bene ed ordinato, collocherò, una per angolo, le prime quattro piantine di pomodoro che spunteranno dalle semine di oggi, al centro ho risotterrato i gusci belli gonfi e  promettenti di tre arachidi che avevo piantato quest'inverno.

lunedì 15 marzo 2021

Lavoricchiare

 Sta arrivando la primavera, con tutte le sue gemme che sbocciano e i primi fiori che si affacciano al mondo, ma ci sono anche i pollini con le loro allergie, e la spossatezza, primaverile appunto. Così attendo che la mattina passi e il sole scaldi la giornata per uscire in giardino. 

Per caricarmi della voglia di fare, attendo il tepore seduto in casa sulla poltrona a leggere Gardenia e dal momento che sono rimasto indietro con le letture dei numeri passati, vado rigorosamente in ordine cronologico, così succede che ciò che leggo è sempre fuori dal periodo in cui sto esistendo,  tanto per fare un esempio stamane ho letto il numero di Settembre 2017! Ma non è un problema, in realtà a parte prendere nota dei lavori mensili da fare in futuro, il mio giardino è ancora troppo indietro per prendere spunto e poter creare un'aiuola secondo consiglio della rivista, sono ancora nella fase di sradica la pianta spontanea e invasala o trapiantala da qualche altra parte.

Oggi è toccato alle Asparagine (Asparagus sprengeri), proprio quelle nate da seme a Marzo 2016 di cui ho preso nota qui sul blog, praticamente non c'era più terra all'interno del vaso solo un intricato ed impossibile groviglio di radici tuberose, che ho districato, aperto ed alleggerito eliminandone un parte e successivamente rinvasato le folte piante in vasi poco più grandi.

Vista la mancanza di spazio per seminare qualcosa di mia scelta, ho deciso di eliminare l'Ortica dall'aiuola perimetrale a Sud-Ovest, ho approfittato per ricavarne materiale per quella che dovrebbe essere stata l'ultima  frittata della stagione, così sradicando una ad una le piante, ho prelevato la parte aerea e successivamente,  i monconi radicati, li ho trapiantati sul perimetro esterno dell'aiuola centrale dove c'è il  Ciliegio.

Ho preso coraggio ed ho interrato, a bordo tra canalina e camminamento il Rosmarino nato dalla talea prelevata a  Sestri Levante la scorsa primavera. L'ho posizionato a creare una strettoia in modo che, quando sarà cresciuto, per passare ci si struscerà leggermente contro lasciando addosso il suo gradevole e fresco profumo.

In casa mi sono occupato di rinvasare due Pothos, (quelli sulla mensola in sala), ed invasare il più piccolo tra gli Avocado spuntati.

martedì 9 marzo 2021

Christia obcordata

 Finalmente sono arrivati i semi di Christia obcordata, mi sono premurato subito a seminarne quattro in vasetto e uno in giardino su una gobba d'Ercole.

Ovviamente etichetto il post con aspettare&sperare!

lunedì 8 marzo 2021

Un tranquillo lunedì

 Malgrado la bella giornata ho fatto poco e nulla, giusto il minimo indispensabile, anzi, nemmeno quello, poichè ogni volta che giro lo sguardo in giardino c'è sempre da intervenire interrompendo quello che si era iniziato.

Se non altro sono riuscito ad interrare la piccola Peonia, acquistata in settimana, nella aiuola perimetrale a Nord e come al solito ad invasare nespoletti e palmette che spuntano fuori appena smuovi un po' di terra.

Ho preso la decisione di eliminare l'Ortica dall'orto rotondo, colpevole di essere troppo rigogliosa mettendo in ombra gli ortaggi seminati e piantati, tanto è vero sono tutti sottosviluppati anche per la  mancanza di sole che, con mia grande sorpresa, malgrado avessi posizionato l'orto nel punto più assolato del giardino, non ho contato che dal tardo autunno e per tutto l'inverno  il sole si abbassa oltre lo skyline degli edifici circostanti, lasciando l'orticello prendere al massimo due o tre ore di sole.

In seminiera ho riprovato con le Biete a costa colorata e ho messo anche i Ravanelli, aspettare è la costante del giardiniere e a questo punto anche dell'ortolano!

lunedì 1 marzo 2021

L'erba del vicino...

Fortunatamente i miei vicini di giardino non hanno prato, poichè anche se non fosse curato risulterebbe comunque più verde, visto che nel mio la semina di Dichondra repens fatta l'autunno scorso, non è andata per nulla, complici le numerose ed intense  piogge che per tutto l'autunno e l'inverno hanno lavato via tutto il lavoro fatto.
Così ieri con dieci sacchi di terriccio già pronto specifico per prato, ho rifatto questi due metri quadrati capricciosi aggiungendo alla terra, letame e cornunghia e ho riseminato abbondantemente.

In aggiunta, contrariamente a quanto avevo programmato acquistando la giara per invasarci l'Asparagina, ci ho  trasferito la Schefflera che sicuramente ne aveva necessità dal momento che uscivano dal vaso una cinquantina di centimetri di radici, una volta completato il lavoro direi che la scelta sia stata azzeccatissima sia per proporzioni che per estetica.

Inoltre mi sono portato avanti con il progetto che ho in mente con la Parthenocissus tricuspidata, invasando in fila indiana in un unico vaso rettangolare, le quattro più promettenti tra alcune delle piantine che avevo isolato in singoli vasetti l'anno scorso, posizionando il vaso già a dimora sul bordo dell'aiuola perimetrale a Nord, in modo che con il tempo le piantine riescano ad arrampicarsi sul muro del sottoscala e sulla ringhiera del terrazzino.

mercoledì 24 febbraio 2021

Il tempo di scaldare la padella

 Mentre ho messo a scaldare la padella per cuocere la bistecca, nell'aiuola perimetrale a Nord ho vangato e arricchito con letame la terra, sradicato ed invasato i soliti Laurus nobilis e i soliti Trachycarpus fortunei nati spontaneamente da seme, con l'intento di piantare direttamente a dimora le due Dalie comprate lunedì scorso.

Ecco! con il senno di poi, le Dalie erano due, rosella e lipoma, una per confezione, c'era pure scritto sul cartoncino del contenitore! ma io vedendo i numerosi tuberi penduli ho smesso di ragionare, e ovviamente non avendo voglia di rientrare in casa per prendere le cesoie, ho strappato, anche in malo modo, uno ad uno i tuberi pendenti per ogni radice e ciascuno li ho interrati. L'unica accortezza vedendo le ferite inflitte alle radici, mi sono astenuto dall'innaffiare dopo averle interrate, ciò nonostante questa volta non c'è nemmeno da aspettare & sperare, se qualcuno crede nei miracoli lo terrò aggiornato! 

domenica 14 febbraio 2021

C'è da spostare un Limone.

 Ho preso coraggio e ho spostato il Limone!

Non so come ci sia finito un alberello di Limone nel luogo meno esposto del giardino, ma qualcuno ha piantato in uno dei punti più ombrosi, sotto il Nespolo giapponese nell'aiuola perimetrale a Ovest,  questa povera pianta che a forza di non prendere luce e sole ha sempre un aspetto malaticcio e spennacchiato.

La ho sradicata! E' venuta via facilmente, anche se solo dopo aver pulito il pane di terra argillosa, rimasta ancorata alle radici, ho visto che ho staccato un branca importante di radice, che ho prontamente curato con il mastice cicatrizzante (anche se poi ho interrato la pianta senza aspettare che asciugasse!)

Prendendo esempio dal vicino di giardino a Sud, che praticamente ha solo prosperosi limoni in vaso, ho deciso di inserire anche il mio in vaso, però essendo in plastica nera ed esponendolo a Sud, ho pensato che in estate con siccità e troppo calore possa far evaporare troppo presto l'acqua di annaffiatura, così ho preso la decisione di interrare il vaso dentro l'aiuola stessa.

Sempre preso da ottimismo primaverile, nonostante le temperature siano scese, ho anticipato la semina dei fiori, (Papaveri e fiori misti, tra cui i Cosmos!), spargendo i semi sulle gobbe d'Ercole, un po' sui bordi dei camminamenti e un altro po' nelle aiuole più sfigate.

In casa ho interrato in vaso le due talee radicate del Philodendron/Monstera di mia madre, che quasi quasi identificherei una volta per tutte come Rhaphidophora tetrasperma, ma non ci giurerei.


Aggiornamento del giorno dopo: 

  • il Limone non sembra aver gradito lo spostamento, tutte le foglie sulla pianta hanno un portamento floscio, per assurdo le foglie che ho staccato il giorno prima sono rimaste tali e quali verdi e turgide!
  • Là dove ho seminato i Papaveri e i fiori misti, ci sono tracce di zampette e beccate, mi sa che i merli sono intervenuti, mi resta solo sperare che defechino nel mio giardino per riuscire a veder spuntare qualche fiore questa primavera.

Aggiornamento di una settimana dopo:

Ho dovuto potare il Limone eliminando i rami sul quale c'erano quasi tutte le foglie, poichè non sembrava assolutamente in grado di farcela, ora come al solito bisogna aspettare e sperare.

domenica 24 gennaio 2021

Bel tempo fuori stagione.

 Dopo mesi di pioggia, qualche giorno di bel tempo mi inebria la mente e mi trasmigra, come già detto nei post precedenti, nella primavera inoltrata,  complici le varie fioriture che vedo in giro per la città e la ripresa vegetativa di molte piante. Peccato però che è Gennaio e fa realmente freddo, ma nonostante tutto, mi ostino a fare lavori primaverili andando contro ogni testo botanico e contro ogni conoscenza contadina di secolare pratica che invita a piccoli lavoretti di manutenzione dell'attrezzatura e timidi approcci di avvio ai lavori più importanti da farsi nei mesi successivi.

L'unico lavoro di azzeccata stagione è stato quello nel creare, tre o quattro settimane fa, dei cumuli intorno o adiacenti alle aiuole rotonde con il materiale avanzato dalla creazione del prato, malgrado ora sembrino, come nei film western, dei cadaveri seppelliti, sono contento dell'idea perchè attenuano i perimetri delle aiuole che trovo eccessivamente invadenti, danno movimento al giardino, mi consentono di seminare o piantare fiori e piante sfruttando diverse altezze e soprattutto  disegnano il percorso calpestabile, così forse non vedrò più persone che camminano su ciò che loro pensano essere semplice prato e non vedono invece piante spontanee lasciate crescere appositamente. Due di questi cumuli hanno i vertici vis-à-vis e consentono il passaggio tra loro come fossero delle colonne d'Ercole in miniatura, ma essendo di più umili e modeste origini le soprannominerò gobbe d'Ercole.

Così ho approfittato del bel tempo per incominciare ad allestire le gobbe d'Ercole, con le Oxalis purpurata e le Euphorbia che nascono spontanee in giardino, è stato tutto uno sradicare le piante nate sparse e ripiantarle subito, le Acetosella sulla cresta e le Euphorbia essendo più alte nella parte scoscesa, queste ultime non sembrano nemmeno essersene accorte dello spostamento, al contrario delle Oxalis che hanno assunto subito uno svenevole portamento.

Successivamente mi sono deciso ad eliminare tutto il Chlorophytum dall'aiuola rotonda a Nord, lasciando solo la Rosa esistente con le varie prove di talee piantate direttamente in terra. Smuovendo il terreno ho trovato un sacco di bulbetti di Oxalis che sono andato a seminare proseguendo sempre sulla cresta della stessa gobba d'Ercole.
Mi sono leggermente scoraggiato nel voler salvare il Falangio vista l'enorme quantità di piante sradicate senza sapere ancora dove andarle a interrare, al momento le ho lasciate a radice nuda sul prato, devo decidermi al più presto come destinarle.

Tra i vari trapianti, nell'aiuola a Nord ho trovato anche cinque Iris, i due più piccoli li ho trapiantati sul bordo dell'aiuola, proprio sul confine del prato, i tre più grandi li ho lasciati a radice nuda, coperti da un giornale umido, devo trasferirli al più presto anche loro. (aggiornamento mercoledì 27/01/21: piuttosto appassiti li ho piantati sul bordo esterno del micro-orto!)


domenica 10 gennaio 2021

Semine, malgrado tutto.

L'esperienza orticola, non ha dato i suoi frutti nel vero senso della parola(!) e come ultimamente ribadisco spesso, per fortuna non campo di quel che coltivo.

Premetto che la partenza, tra organizzazione, materiali, semine e trapianti è iniziata tutta in estremo ritardo, ma a scoraggiarmi di più sono state le biete a costa colorata che ad oggi non sono spuntate nemmeno loro, seppur seminate nel limite dei termini.

Invece nel verde urbano nonostante sia un Gennaio piuttosto freddo rispetto gli altri anni, si vedono in giro fioriture sgargianti e riprese vegetative che a mio avviso sono decisamente in anticipo come ad esempio diverse tipologie di asteracee, mimose in pieno fiore e  contrariamente pensassi fosse un rampicante poco usato e  poco comune, con le sue vistose fioriture giallo intenso, sparse per tutta la città  mi sono ricreduto sulla popolarità del Senecio angulatus.

In cerca di un riscatto da semina mi sono deciso di seminare in seminiera i semi (😁) delle Palme di Nervi (rinominate da me "accecante" e "sul prato"),  di Melograno e i semi di un'altra pianta non meglio riconosciuta, che ovviamente se me li sono trovati in tasca un interesse c'è stato.

La rinominazione delle suddette Palme è dovuta a non conoscerne il vero nome ed alla difficoltà nell'identificazione con le app di riconoscimento delle piante.
Quella con i semi a spicchio rinominata "accecante", poichè per prelevare i frutti mi sono letteralemente  ficcanto la punta di una foglia esattamente dentro la pupilla, l'altra rinominata "sul prato" probabilmente non è nemmeno da spiegare.

Invece a proposito di Palme, tra una pioggia e l'altra ho continuato a sradicare Trachycarpus fortunei (i semi della merla tanto per intenderci!)che nascono spontanee in giardino, invasandole una ad una, nonostante la stagione. Mi auguro che l'istinto abbia la meglio sulla stagionalità del gesto.

domenica 13 dicembre 2020

Tillandsie

 Ebbene ci riprovo, ho acquistato nuovamente un certo numero di Tillandsie, già ne avevo voglia da tempo, inoltre ho scoperto l'esistenza degli Himmeli così in un batter d'occhio ho subito comprato i tubetti d'ottone da Istanbul, (che devono ancora arrivare!!!), e successivamente le piante, (arrivate già da un paio di giorni).

Ho deciso di fotografarle ognuna con il proprio nome per riuscire ad identificarle anche a distanza di anni, cosa che purtroppo non riesco a sapere con quelle acquistate precedenemente:

    Tillandsia argentea
    Tillandsia argentea

    Tillandsia bailey
    Tillandsia bailey
    Tillandsia balbisiana
    Tillandsia balbisiana
    Tillandsia caput medusae
    Tillandsia caput medusae
Tillandsia  juncea
Tillandsia  juncea
    Tillandsia mallemonti
    Tillandsia mallemonti
    Tillandsia ionantha var. ionantha
    Tillandsia ionantha var. ionantha
    Tillandsia  caliginosa
    Tillandsia  caliginosa
    Tillandsia neglecta
    Tillandsia neglecta


lunedì 30 novembre 2020

Rinvasare fuori stagione

  Con l'incoraggiamento dello youtuber Fabio Chessa, ho preso la decisione di rinvasare le quattro Monstera deliciosa che avevo rinvasato appena la primavera passata, poichè ad oggi non sembravano aver apprezzato il trasferimento nel nuovo vaso. 

Per quanto siano anni che leggo e ascolto nozioni di botanica e giardinaggio e per quanto sia una pianta facile la M. deliciosa, ho sopravalutato la mia conoscenza in merito, poichè ho trovato illuminante Fabio che ha definito correttamente la pianta come epifita, importante informazione che ignoravo totalmente. 

Così, ho preso coraggio e, totalmente fuori stagione e con le piante già abbastanza provate, oggi sono intervenuto creando un ottimo (a mio avviso) substrato estremamente leggero e drenante così composto:

  • 4 palette di perlite
  • 2 palette di sabbia grossolana
  • 2 palette di stallatico
  • 4 palette di terriccio per orchidee (metà Vigor plant, ottimo composto da fibra di cocco e cortecce, e l'altra metà Turco Silvestro composto da differenti torbe)

  • Aver liberato le radici dal pane di terra rinnovato la primavera scorsa, mi ha fatto scoprire che nonostante, prima di innaffiare, infilassi il dito nel vaso per sentirne l'umidità questo veniva falsato poichè il substrato al tatto risultava pronto per ricevere acqua, ma in realtà sul fondo del vaso, il ghiaietto usato come drenaggio si era compattato con il substrato rimanendo impregnato di acqua, dunque probabilmente l'aspetto non vigoroso delle piante era dovuto dal fatto che ci fosse un eccesso di acqua nel terreno.

    Ora come al solito c'è solo da attendere e vedere i risultati, ma sono molto fiducioso di aver agito al meglio.

    martedì 17 novembre 2020

    Esperimenti di Novembre

     Preso da un entusiasmo primaverile pur essendo alle porte dell'inverno, oggi ho seminato le biete da costa in miscuglio, poiché affascinato da questi gambi colorati, in realtà potrei esserci ancora nei tempi massimi,  invece da più di un mese ho azzardato con diverse talee.  

    Oggi passando da casa di mia madre ho preso una talea di Rosmarino prostrato e una talea  della sua Monstera o Filodendro che sia, non ho ancora capito cosa sia,  perché cresce come un Filodendro, ma foglia come una Monstera in miniatura.

    Gli altri azzardi risalenti da metà Ottobre a inizio Novembre sono stati con la talea di Agave attenuata e l'Euphorbia milii

    mercoledì 7 ottobre 2020

    Primavera - Estate 2020


    Facendo finta che il 2020 sia stato un anno normale, riassumo in un post i "cento" piccoli lavori che hanno interessato il giardino in queste due stagioni.

    Principalmente sto trasferendo in vaso molte delle piante che affollano a caso il giardino, dissotterro e rinvaso, povere piante per loro e' a tutti gli effetti una degressione, in realta' trovo innammissibile sradicare una pianta e buttarla solo perche' la mia visione estetica o la praticita' vanno contro la mal capitata, quindi do una possibilita' a queste poverette di sopravvivere seppur in vaso al rinnovamento del giardino.  Il risultato si puo' valutare circa in un 50% di successo.

    Mi riesce difficile dare un ordine cronologico con precisione, dunque random style:

    • Propagazione tramite talee in vaso dei due geranei presenti in giardino, e per quello incastrato tra il Limone e la Palma anche in piena terra nell'aiuola a fianco al Melograno.
    • Ho spostato 3 Filadelfi dalla aiuola a nord sotto il terrazzo, all'angolo dell'aiuola del Salice, piu' uno in vaso, per dare respiro alla rosa che ne rimaneva soffocata.
    • La propagazione dei Nespoli da seme si puo' dire riuscita al 100% o quasi, il prossimo step e' trovare un luogo adatto dove poterli trapiantare nei prossimi anni.
    • Tre settimane fa ho predisposto lo spazio tra il Ciliegio e la Rosa, eliminando almeno 5cm di suolo composto da ghiaia e terra ipercompattata, ho sostituito con un miscuglio di torba, sabbia e letame, con l'aggiunta  su due strati  di cornunghia. Domenica scorsa ho seminato la Dicondra e spolverato sopra torba e sabbia per coprire leggermente. (aggiornamento oggi 2/10/20 siamo in allerta arancione e nella notte piovendo intensamente l'acqua ha sicuramente spostato il terriccio superficiale, stamane si vedeva la semina confettata in superficie, inoltre continua a piovere intensamente).
    • Ho spostato i grossi bulbi di Bella di Notte dall'aiuola nord a quella posizionata a sud, e hanno già ributtato.
    • Ho propagato  per talea in acqua i Coleus e da una settimana invasati.
    • Propagato per talea un Ibisco bianco in piena terra sotto il Pitosforo e uno in vaso, quello in piena terra sembra aver timidamente attecchito.
    • Propagato per talea un Ibisco cinese, prima in acqua poi in piena terra, molto lentamente sembra aver attecchito.
    • Un Pitosforo tolto dall'aiuola lo ho trasferito in vaso, ma non sembra averla presa molto bene, ora lo ho dimezzato in altezza per vedere se riesco a recuperarlo.
    • La settimana scorsa ho seminato in vaso una decina circa di Gingko Biloba e in seminiera un decina di semi di Magnolia Sempreverde
    • Propagazione del Geranio prelevato a Selva, prima in acqua per farlo riprendere dal viaggio, e poi subito dopo in vaso, sembra aver preso.
    • Ho seminato la Ginestrina lungo il canale di scolo dell'acqua piovana, ma dubito spunti qualcosa in quanto dopo pochi giorni la semina c'e' stato un intervento da parte dei merli che penso non abbiano lasciato traccia dei semi.
    • Ho tolto due Querce tipo Leccio sotto il Fico, ma data la lunga radice le ho trapiantate in una bottiglia da 1,5L in plastica regolarmenre modificata, una delle due ha preso e cresce bene, l'altra purtroppo sembra non avercela fatta.
    • Insieme all'Ibisco bianco avevo prelevato una talea di Pelargone odoroso che messo in piena terra, non aveva attecchito, ci ho riprovato propagandola in vaso e sembrerebbe aver preso.
    • La facilità di propagazione in vaso del Salice ha fatto si che lo propagassi con rami di diverso diametro, usando anche rami caduti per il forte vento o caduti naturalmente.
    • A luglio a Sestri L. ho prelevato diverse talee tra le quali una di Vite, una di Rosmarino, una di Caprifoglio. Il rametto di Rosmarino lo ho propagato prima in acqua e poi in vaso e sta crescendo, la talea di Vite ovviamente era fuori stagione e non ha attecchito, la talea di Caprifoglio la ho divisa in quattro e ho creato altrettante talee, tre trattate con ormone rizogeno e una senza, e' rimasta una sola talea non so quale sia, ma non ho la certezza che abbia attecchito, in quanto e' rimasta tale e quale a quando l'ho piantata in vaso, non c'e' nessun cenno di attecchimento, ma nemmeno il contrario, paziento fino alla prossima primavera.
    • Continuo a propagare la Menta dalle stesse talee, l'ho messa in due aiuole e in vaso.
    • In casa:
        • Ho separato i tre Ficus Lyrata dedicando per ciascuno uno vaso.
        • Ho rinvasato la Monstera, ma vedendo che erano piu' piante messe insieme,  anche loro ho voluto separarle una per vaso, ma ad oggi sembrano non aver gradito, stentano un po' pur rimanendo sane.
        • Fortunatamente prima di partire ad Agosto per le ferie ho propagato le due Fittonia, poiche' al mio ritorno quella a nervatura rossa la ho trovata  totalmente secca, attualmente dopo una drastica potatura solo in queste ultime settimane sono uscite timidamente alcune foglioline, dunque non tutta la pianta e' morta.

    Contrariamente a quanto ho sempre detto e pensato che dell'orto non mi interessa poiche' non lo considero giardinaggio, ovviamente ad Agosto, nel periodo meno indicato per iniziarlo da zero, ho creato l'orto in cassone piu' piccolo del mondo circa un 40cmX40cm, riempito con una buona percentuale del mio compost, ho piantato 4 pomodori cuore di bue nati da seme e un po' di finocchi, per poi completare lo spazio rimasto con la semina di lattughino e due fagioli borlotti, per fortuna non vivo di cio' che produco, il lattughino, i fagioli e i finocchi sono spariti un po' colpa delle innaffiature troppo "violente" e un po' per i merli, rimangono le quattro piante di pomodori che nonostante siano fuori stagione crescono molto bene, ma ovviamente non hanno ancora emesso un fiore.

    giovedì 19 marzo 2020

    Phytolacca americana

    L'utilità di questo blog oggi si concretizza nel riuscire a datare la Phytolacca americana che mi accompagna, (ora lo posso dire), dal 2015. Lasciata in vaso fuori in giardino dall'estate scorsa, ieri ho deciso di darle la meritata libertà, interrandola in giardino seppur con qualche rammarico, perché consapevole che se dovessi cambiare casa dovrò abbandonarla e chi subentrerà la vedrà come infestante o comunque pianta da eliminare. La decisione l'ho presa per due ragioni, la prima, ovviamente la più importante, è darle un nuovo contenitore dal momento che l'ultimo rinvaso è avvenuto nel 2016. La seconda motivazione è il desiderio di vederla fare i frutti con lo scopo che gli stessi diventino mangime per gli uccelli che popolano il giardino. È talmente bello avere la possibilità di osservare gli uccelli in libertà in uno spazio così circoscritto, come fossero in una grossa uccelliera senza avere la responsabilità di esserne il carceriere. Così si alternano il pettirosso, le cinciallegra, le tortore che nidificano sugli alberi del giardino e la più intraprendente merla che nidifica sulla tenda del terrazzino della cucina, rigurgitando decine e decine di semi di Trachycarpus fortunei. Ogni qualvolta che ho la possibilità di osservarli faccio delle scoperte sulle loro abitudini o sul loro modo di vivere che mi entusiasmo come un bambino.

    martedì 25 febbraio 2020

    Nuovi arrivi

    Nonostante la nuova avventura nell'avere un giardino, (in cui passo il poco tempo libero a sradicare parietaria), mi accorgo che la passione della pianta in vaso, tenuta in casa, è più forte, probabilmente perché il mio spazio didattico è la sala e il mio desiderio è avere la poltrona della lettura immersa in una selva.

    Finalmente dopo anni di attesa e ricerca, la settimana scorsa è arrivato un vaso di Ficus Lyrata contenente tre fusti piuttosto bassi, ma con il sogno di vederli svettare.

    Quest'oggi invece ho appena acquistato un vasetto di Dieffenbachia Camilla e una varietà di Aglaonema 'Red Siam' dalle foglie lanceolate e bordate di rosso.

    sabato 15 febbraio 2020

    Nuova avventura

    A fine Luglio 2019 mi sono trasferito in una casa con giardino.
    Tra i lavori di ristrutturazione e il trasloco non mi sono minimamente dedicato ad esso, anzi non lo ho goduto nemmeno un attimo poiché sovrappopolato da almeno quattro colonie di zanzara tigre.

    Il giardino è già impostato con due aranci amari e un salice piangente molto scenico a Sud, il perimetro del giardino delimitato ad aiuola e quattro aiuole centrali contenenti da sud verso nord rispettivamente un fico, un albicocco, un ciliegio e una rosa, e la parte adiacente all'edificio è cementato.

    Introdurre nuove piante e renderlo più piacevole è realmente difficile, la parte calpestabile è un misto di terra e ghiaia ipercompatta e nel perimetro ci sono alberi decisamente adulti, due Nespoli, due Pitosfori, una Palma, un Lauro decisamente grande, e due o tre Rose vecchie e  maltenute.

    Sotto un Arancio amaro a Sud Ovest c'è un'Ortensia anch'essa maltenuta, che a Dicembre ho potato drasticamente  e alcune talee le ho piantate vicino alla stessa Ortensia e altre sotto il Pitosforo posto a Sud, sembrerebbero aver attecchito tutte.

    In tarda primavera cercando di riordinare le Rose ho piantato alcune talee derivate dalle potature delle stesse, alcune hanno attecchito, altre  non hanno resistito al calore e aridità dell'estate, una la ho sradicata io per errore (ancora oggi non perdono la svista).

    Ora siamo a metà Febbraio e si incomincia ad intravedere la primavera, non ho ancora idea di come intervenire, vorrei potare drasticamente anche le Rose che sono troppo rade e alte, ma penso siano troppo vecchie, il primo metro di fusto è totalmente lignificato, non penso possa spuntare nessun getto.

    Sradicare piante e alberi, non mi va, anche se ci sono alcune piante che proprio non mi piacciono, ma non lo trovo giusto eliminare una pianta adulta per un mio vezzo o capriccio. Devo trovare il modo per riordinare tutto creare spazio e far convivere le piante già presenti con quelle che vorrei.

    Vedremo cosa succederà!

    sabato 6 ottobre 2018

    Il punto della situazione

    Per varie vicissitudini c'è stato un anno sabbatico, che preferisco chiamare di stabilizzazione, sia per quanto riguarda l'ambientamento di alcune piante, sia per me stesso per capire che non tutte le piante possono stare nello stesso ambiente con gli stessi accorgimenti standard.  
    C'è stata una rivoluzione sulle piante rimaste, alcune per scelta altre per sopravvivenza. 

    Mi sono ricreduto molto sulle succulente, che mi hanno dato maggior margine sia quando vengono trascurate sia quando si è troppo presenti con acqua e cure, (che spesso non è un bene), inoltre c'e' sempre un'alta percentuale di riuscita nella propagazione, se ben curate sono decisamente molto rapide nella crescita, dando ottimi risultati e la maggior parte non patisce attacchi da parassiti.  
    L'unico neo a mio avviso è poterle identificare con il proprio nome, online c'è molta confusione e ignoranza in merito. 

    Le piante tropicali e tutte le altre che necessitano di una determinata percentuale di umidità non riesco a farle star bene, dunque preferisco abbandonare l'idea di averle piuttosto che vederle moribonde. 

    Anche  i Ficus che mi hanno seguito in questi anni non sono mai stati in condizioni eccellenti, io penso che patiscano l'acqua troppo calcarea.

    Ogni anno mi trovo a combattere parassiti differenti degli anni precedenti, sembra incredibile.


    Appena posso farò un'inventario di tutte le piante, nonostante le molte lacune di altrettante succulenti.



    mercoledì 15 marzo 2017

    I° Semina 2017

    Entusiasta nel rivedere spuntare le gemme nuove di "Poison Ivy" nella tazza di Batman, ho riseminato circa 6 semi di Toxicodendron radicans dentro la gabbietta in casa, mantenendo la stessa posizione dell'anno scorso, quest'anno provero' ad innaffiare piu' frequentemente.

    domenica 17 aprile 2016

    Manutenzione Monstera II

    Probabilmente ho atteso troppo, la Monstera Deliciosa, lasciata a radicare in acqua, non ha ancora radicato e le due foglie rimaste incominciano a dare qualche segno di cedimento a distanza quasi di un anno.
    Non avendo un vaso idoneo per interrarla, l'ho messa a radicare direttamente nel sacchetto dell'ammendante, poiche' dovrebbe garantirmi un mantenimento di calore e umidita' maggiore.

    Tentando il tutto per tutto l'ho anche spostata di posizione, mettendola in prossimita' della finestra che riceve piu' sole diretto in estate (sempre che ci arrivi).

    martedì 12 aprile 2016

    Un Glicine reale!

    Non ricordavo nemmeno di averlo seminato, eppure e' spuntato il Glicine (Wisteria) del Castello reale di Sarre, ovvero uno dei piccoli striminziti semi colti l'estate scorsa dalla pianta madre posta al fianco sinistro dell'ingresso principale della residenza venatoria reale valdostana.

     Piccola curiosita': all'interno dello stesso castello vi sono alcune fotografie che ritraggono la pianta madre gia' adulta, intorno gli anni '30.

    martedì 15 marzo 2016

    Aptenia cordifolia

    Dopo oltre due anni relegata in un vaso troppo piccolo, ho rinvasato la Aptenia cordifolia ormai esausta, si presenta con i fusti molto lunghi, glauchi, colore molto scuro e carnosita' raggrinzita.
    Non ho ridotto la lunghezza degli steli, ho alleggerito la terra usando come substrato circa un 40% torba, 35% terra giardino, 5% sabbia, 20% argilla espansa, poiche' ho notato che in caso di poca acqua, le radici compattano troppo il pane di terra fino a renderlo quasi impermeabile.
    Sono fiducioso sulla tenacia e la facilita' della pianta a crescere e propagarsi, sono sicuro in un prodigioso rinvigorimento.

    lunedì 14 marzo 2016

    Semine III

    Nei vasetti del davanzale della cucina ho seminato pochi semi di Borago Officinalis.